Voglia di ritorno all'Urss (Ottobre 2011)

East 38 - Ottobre 2011
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È certamente presto per tracciare un bilancio dei processi politici e sociali innescati dalla caduta dell’Urss. In alcune delle ex repubbliche sovietiche, oggi indipendenti, si assiste a un continuo cambiamento di scenari, a stop and go dall’esito tutt’altro che scontato. La dimostrazione più evidente è che le elezioni tenutesi in Lettonia a fine settembre hanno visto vincitore il partito filorusso. Nella stessa Russia la situazione appare ancora fluida, come dimostrano le molte analisi dell’Istituto Levada e la dialettica fra Putin e Medvedev di cui east ha scritto anche nel numero scorso. Ciò premesso, a noi sembra evidente che quanto più lo stato delle cose resterà confuso e incerto nel perimetro dell’ex Urss, tanto più si consoliderà la tendenza ad approfittare delle difficoltà per rilanciare nuove forme di centralismo e aggregazione imperniate su Mosca. Un’analisi di quanto sta avvenendo in quest’area del mondo è al centro del Dossier di questo numero, curato da alcuni studiosi come Fernando Orlandi e Piero Sinatti e da un gruppo di validissimi reporter: Astrit Dakli, Francesco Guarascio, Alessandra Garusi, Massimiliano Di Pasquale, Antonella Vicini e Stefano Grazioli.
Sul tema dei debiti sovrani e della crisi dell’euro interveniamo con un editoriale di Thomas Klau, responsabile della sede di Parigi del Consiglio europeo per le relazioni estere.
Numerosi, come sempre, gli articoli e i reportage sull’Asia. In questo quadro, un’attenzione particolare è stata posta agli investimenti delle potenze asiatiche in altre parti del mondo. Si veda, per esempio, l’intervista a Giuseppe Arcucci, di Invitalia, sugli investimenti giapponesi in Italia.



L'autunno caldissimo del Nordafrica

Il prolungarsi delle rivolte rischia di rallentare la crescita

Elena Fenili, Francesca Nenci


Dove va la Tunisia dopo Ben Ali

L’Islam sta diventando terreno e strumento di battaglia politica

Amedeo Ricucci


Polonia: perché Tusk vince ma non convince

Ecco perché la popolarità del partito di governo è in calo

Carla Tonini


Delta del Danubio: l'ultimo paradiso

La riserva naturale meglio preservata d’Europa non è pronta per il turismo

Federica Besana


Istanbul apre alla cultura curda

I nuovi progetti culturali illustrati da Osman Kavala

Giuseppe Mancini


Berlino: stordimento da Sarrazin

*La Germania si disgrega*, best seller-tormento

Marjola Rukaj


Trend demografici: il mondo che verrà

Se la Cina cresce poco, l’India esplode e l’Europa invecchia...

Donato Speroni


Anche l'India scommette sull'Africa

Dalle telecomunicazioni alla finanza, un nuovo mercato

Antonio Picasso


New Delhi: la fame di energia spinge le rinnovabili

Non svolta etica, ma grave emergenza energetica

Emanuele Confortin


La nuova Via della seta attraversa l'Africa

Ecco come si muove la Cina nel mondo arabo

Francesca Lancini


Sono 900 milioni i cinesi che sputano

La singolare abitudine dei cinesi

Lijia Zhang


Ora il Giappone vira sull'Italia

Sono tante le società insediatesi in Italia che creano lavoro

Stefania Viti Kawachi


La grande corsa della Corea del Sud

Come si arriva al 13° posto per Pil su scala mondiale

Maria Elena Viggiano


L'industria dell'auto curva verso Est

Viene dai Bric un’auto ogni tre prodotte nel mondo

Matteo Ferrazzi, Andrea Goldstein


Una nuova era dopo la crisi: dal Roe all'Eva

Dopo la crisi del debito privato, quella del debito pubblico

Giuseppe Scognamiglio


Un limbo chiamato Macedonia

Sembra uno Stato “fallito”, ma Skopje riesce a conservare una certa tenuta

Matteo Tacconi


Loverboy: quando l'amore rende schiave

Il regista ci parla del suo film presentato a Cannes

Cecilia Ferrara






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