Con questo numero east si spinge anche a Sud, nel Sudafrica di Nelson Mandela con un articolo di Wojciech Jagielski e nel Burkina Faso, laboratorio di coesistenza fra etnie e religioni diverse, con un reportage di Donata Columbro. Si tratta di una novità in termini di contenuti che ne accompagna un’altra di carattere più strutturale: il passaggio a sei numeri l’anno anziché cinque. I risultati ci diranno se è stata una scelta giusta oppure no.
Il carattere sperimentale di questo numero della rivista è dato anche dal fatto che abbiamo puntato su reportage e racconti di viaggio, mantenendo soltanto le rubriche di lettura (Cose dell’altro mondo e Libri). Abbiamo inoltre acquistato – ed è la prima volta che lo facciamo – i diritti di pubblicazione di tre articoli molto speciali. Il primo, di Robert Fisk, inviato di punta dell’Independent di Londra, introduce ai segreti della cucina dei Paesi mediorientali; il secondo, di William Butler, del Guardian, racconta le notti alla Sodoma e Gomorra della morigerata Dubai; il terzo è una piccola chicca storica: si tratta delle memorie di viaggio in Turchia di lady Mary Montagu, gentildonna inglese vissuta fra la fine del Seicento e la prima metà del Settecento.
Anche in questo caso sarete voi lettori a dirci se abbiamo fatto più o meno bene. Quello di cui siamo sicuri è che gli articoli scelti e pubblicati sono di ottima qualità e di facile lettura.
L’ultima annotazione riguarda l’immagine di copertina e il portfolio fotografico: sono entrambi di Monika Bulaj, antropologa polacca, fotogiornalista di spessore e spiritualità fuori dal comune. Monika è rientrata da poco dall’Afghanistan, dove ha vissuto per tre mesi tra indicibili difficoltà e sofferenze. Le sue foto ci raccontano un Paese diverso da quello che quotidianamente ci propongono tv e giornali. Vedere per credere.
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