Nemico pubblico? (Giugno 2009)

East 25 - Giugno 2009
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Ai primi di maggio il parlamento della Repubblica Ceca ha votato in favore del Trattato di Lisbona, ma il presidente pro tempore dell’Ue, l’euroscettico Vaclav Klaus, si è rifiutato di sottoscrivere la decisione. Non intendiamo entrare nel merito né criticare tale scelta. Anzi, riconosciamo che si tratta di un atto legittimo e rispondente alle norme e ai regolamenti vigenti nell’Europa allargata. Il punto è un altro: possiamo, come europei, non indignarci e ribellarci di fronte a una situazione ridicola e umiliante come questa?

Possiamo continuare a subire in nome
di un unanimismo di facciata, i capricci e il doppiogiochismo di Paesi come
l’Irlanda ieri e come la Repubblica Ceca oggi, impegnati a spremere
per se stessi tutto il buono possibile dall’Europa, salvo prenderne le distanze
quando si tratta di sacrificare qualcosa sul piano delle idee o su
quello degli interessi nazionali?
Conosciamo le risposte politically correct, apparentemente sensate e
prudenti, della classe dirigente europea, a Bruxelles e nelle varie capitali
europee. Ma, cercando di interpretare il comune sentire che si è
espresso anche nelle recenti elezioni per il Parlamento di Strasburgo,
diciamo che la misura è colma, che è ora di farla finita con un formalismo
e un unanimismo che nessuno è in grado di capire, che allontanano
sempre più l'istituzione Europa dai cittadini in carne e ossa. Come
il voto ha purtroppo dimostrato.
L'euroscetticismo, alimentato spesso da ragioni tutt'altro che nobili,
ignora che ci sono decine di migliaia di giovani che si muovono ogni
anno attraverso l'Europa come fosse casa loro; migliaia di aziende che
si scambiano ogni giorno prodotti e servizi;milioni di consumatori che
fanno settimanalmente la spesa infischiandosene se la merce che acquistano
proviene da questo o quel Paese; centinaia di intellettuali che
lavorano per dar vita a una cultura e ad una identità europea.
Spetta alla classe dirigente europea trovare, urgentemente, le soluzioni
concrete per porre rimedio a un pasticcio kafkiano (l’aggettivo è
quanto mai pertinente) che consente agli euroscettici non già di stare
legittimamente in Europa, ma addirittura di rappresentarla.

Imprese occidentali più prudenti sull’Est

La Cee è diventata un mercato che nessuna impresa occidentale può permettersi di trascurare. Ma la crisi sta mettendo a dura prova la fiducia nello sviluppo

Matteo Ferrazzi, Jessica Zanetti


Un salvagente per Danzica

Il sacerdote che fu uomo simbolo della Caritas ambrosiana ai tempi di Carlo Maria Martini oggi è perno di un progetto internazionale che parte da Milano

Matteo Tacconi


Ungheria: alle radici della crisi

La decisione di mantenere in gran parte il vecchio welfare socialista ha bloccato l’esuberante crescita del Pil

Stefano Bottoni


Ucraina: arriva il “Progetto Communitas”

Unidea-UniCredit Foundation, Cgm e Aaster, hanno iniziato un percorso comune di ricerca-azione finalizzato a diffondere culture e pratiche di economia solidale

Aldo Bonomi


Vorrei una nuova Costituzione

La crisi politica ucraina raccontata dal presidente del travagliato Stato esteuropeo

Viktor Yushchenko


Che cosa ha di diverso la crisi in Russia

L’economia ha conosciuto la recessione e, all’insufficienza di manodopera, è subentrato un rapido aumento della disoccupazione

Marina Krasilnikova


Benvenuti a Londongrad

La Gran Bretagna è diventata non solo il più grande centro del capitale russo al di fuori di Mosca, ma un luogo turbolento dell’opposizione russa

Massimiliano Di Pasquale


Georgia: la tentazione del giovane Misha

La crisi economica russa sta riducendo i margini di consenso verso la classe dirigente e riaffiorano vizi legati al passato autoritario e alla scarsa partecipazione alla vita politica

Piero Sinatti


Children of the World

Sono i bambini, di qualsiasi etnia o religione, a pagare il conto più salato

Monika Bulaj


Afghanistan: l’occhio e l’anima di un inviato

Un grande inviato polacco è andato sul posto per cercare di capire come sta andando la guerra

Wojciech Jagielski


Daghestan, polveriera con miccia accesa

Nella più orientale delle repubbliche russe si assommano cinque tipi di conflitti: contro la dominazione russa, interetnico, religioso, trasversale tra i clan e quello connesso con la criminalità organizzata

Giovanni Bensi


Ecatombe quotidiana nelle miniere cinesi

La necessità di continuare a sostenere con tonnellate di carbone un’economia in espansione non contribuisce a porre fine agli incidenti

Claudia Astarita


Shadia Marhaban: una vita per Aceh

In un’intervista esclusiva racconta le ragioni della sua militanza, che toccano anche molti aspetti della condizione della donna

Francesca Lancini


Palestina: due popoli unificati dal lutto

Il Parents’ Circle Families Forum, è un’associazione che raccoglie i parenti delle vittime di entrambi gli schieramenti, che insieme reagiscono al dolore

Alessandra Garusi


Ma il Far East russo tifa Cina e Giappone

Il lembo più orientale della Russia asiatica, l’Eor, doveva diventareil Far West del XXI Secolo. Così non è stato, almeno finora

Alessandro Milani


Crisi: le cause, gli effetti, gli insegnamenti

Ogni volta che un bene aumenta del 200 o 300%, sia gli investitori sia i regolatori devono chiedersi se ciò è normale e se può durare. Come dimostrano gli ultimi avvenimenti

Robert F. Wescott


Ma è davvero un ritorno al protezionismo?

La tentazione di un ritorno al passato c’è. Ma il Comunicato di Londra del G20 del 2 aprile 2009 ha ribadito la volontà dei governi ad astenersi da manovre di protezionismo commerciale e finanziario

Fabrizio Onida


Informazione: si rischia la crisi di abbondanza

Motori di ricerca sempre più potenti. Cambiamenti del copyright. Peer 2 peer. Ma quali gli effetti sul “senso comune” e sul livello culturale delle persone?

Donato Speroni, Pietro Speroni Di Fenicio


Quali trasformazioni nel governo delle imprese

Le tendenze evolutive negli assetti di proprietà e controllo delle società, e come si colloca il sistema italiano

Magda Bianco


Global governance? Un cantiere aperto

Le decisioni di carattere internazionale, rapide ed efficaci e in grado di governare la globalizzazione, non possono essere prese in assemblee plenarie

Alessandro Fusacchia


Sul fronte di lotta alle moderne pandemie

Michael Marmot, uno dei maggiori epidemiologi del mondo, ha spiegato a east quali sono le condizioni essenziali per una buona salute pubblica

Elis Helena Viettone


Una dittatura lunga cinquant’anni

Il giornalista Alan Clements spiega in un libro, *La mia Birmania*, la difficile situazione di un Paese la cui storia è sempre stata caratterizzata dall’oppressione

Maria Elena Viggiano


I cristiani Chin pedine tra India e Cina

Poca attenzione al dramma della minoranza Chin: in India pedina da giocare per i buoni rapporti con la Birmania. Indispensabili per accedere alle immense risorse naturali e tenere a bada la Cina

Emanuele Confortin


Ma la banca scommette sui migranti

L’accesso ai servizi finanziari di base gioca un ruolo cruciale anche per accedere a servizi quali l’educazione, la sanità, la previdenza sociale. Ecco come rispondono le banche

Costanza Bufalini


Turismo congressuale: all’italiana è meglio

Oltre 111mila eventi, 20,8 milioni di congressisti e un totale di 34,5 milioni di presenze per un giro d’affari complessivo stimato in 22 miliardi di euro l’anno

Viviana Vestrucci






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