È stato un impegno notevole, soprattutto per la carenza e la
disomogeneità dei dati di partenza, ma alla fine Daniele Castellani Perelli,
Vittorino Ferla, Dennis Redmont ed Ennio Remondino sono riusciti a disegnare
per east la prima mappa del potere massmediatico in Europa, con
particolare riferimento all’Europa centro-orientale (vedere il Dossier a
pag. 97) Una mappa critica, ovviamente, perché non è possibile limitarsi a
descrivere il sistema dei media degli ex Paesi comunisti senza cercare di
valutarne la trasparenza, l’efficacia e il grado di autonomia dai poteri costituiti.
A nessuno può sfuggire che questa è una questione chiave nel processo
di costruzione di un’Europa dei popoli e non soltanto dei governi.
Una questione, peraltro, a cui non sono esenti anche i Paesi occidentali, come
insegna la vicenda dei duopolio televisivo italiano.
Una segnalazione particolare meritano anche tre contributi sulle economie
della cosiddetta New Europe a firma di un pool di giovani economisti:
Alessia Amighini, Carmelina Carluzzo, Stefano Chiarlone, Fabrizio Coricelli,
Fabio Mucci e Debora Revoltella. Il primo articolo analizza l’indebitamento
delle famiglie come motore per lo sviluppo di un moderno mercato
dei consumi; il secondo si sofferma sui modelli di specializzazione dei
Peco, gli ex Paesi comunisti; il terzo analizza i punti di eccellenza raggiunti
dalle nuove economie nel campo della produzione, ma anche nella ricerca
e nell’innovazione tecnologica (a partire da pag. 16).
Due i reportage di questo numero: quello di Monika Bulaj sull’Arzebaijan
e quello di Silvia Sartori sullo Xinkiang. E due i leader glocalisti: l’altoatesino
Peter Thun, famoso in tutto il mondo per i suoi angioletti laudanti, e
Graziano Verdi, amministratore delegato di Graniti Fiandre, capace di pavimentare
indifferentemente Maranello o il Crown Plaza. Sempre due, infine,
le grandi interviste sulla globalizzazione: a Gae Aulenti e a Renato
Ruggiero. Due nomi e due storie personali che più diverse non si potrebbe,
ma che ben rappresentano l’Italia nel mondo.
L’ex direttore generale sostiene che la proliferazione di accordi bilaterali e di area rischia di far fallire il negoziato multilaterale. Con conseguenze disastrose per i Paesi poveri
Più basso che in eurozona, ma in netta crescita, il livello di indebitamento delle famiglie della Nuova Europa viene considerato dagli economisti una fase normale del processo di transizione
La struttura produttiva dei Paesi della Nuova Europa è ancora in profonda trasformazione. uno studio presenta i settori trainanti e quelli promettenti
Romania e Bulgaria si sono specializzati nei settori tradizionali, l’Europa centrale si è concentrata nei settori ad alta intensità di capitale umano. Come si evolvono i Peco
L’opinione controcorrente di uno dei più grandi architetti italiani. Che mette in guardia dai rischi derivanti dalla perdita delle identità nazionali
L’Azerbaigian, una delle frontiere più strane e scomode d’Europa, visto attraverso l’obiettivo fotografico di una fotogiornalista
Conoscere i valori culturali del grande Paese asiatico è indispensabile anche per fare affari. Un vademecum per saper comunicare e relazionarsi con i cinesi
La regione uigura dello Xinjiang conserva il volto di un avamposto del mondo arabo in Cina, che, a sua volta, non è disposta a rinunciare alle ricchezze presenti in questa regione
Il calo costante della popolazione russa e la conseguente necessità di lavoratori immigrati per far funzionare l’economia crea problemi sociali e politici
In base alle attuali tendenze demografiche gli ebrei rischiano di diventare una minoranza. E iniziano a pensare a ritirarsi in uno Stato più piccolo. Le considerazioni di uno studioso italo-israeliano
Storia degli angeli che hanno conquistato il mondo, raccontata da Peter Thun, presidente e amministratore delegato.
Il business di Graniti Fiandre, leader mondiale nella produzione e commercializzazione di lastre di gres porcellanato raccontato dall’amministratore delegato Graziano Verdi
In esclusiva per east l’accordo di gennaio sul gas tra russi e ucraini. Che ribadisce l’uso politico dell’arma energetica
Giornali e case editrici dell’Europa centro-orientale sono oggi controllati da gruppi stranieri. L’Italia brilla per assenza
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Cinque sociologi polacchi mettono sotto osservazione i giovani del loro Paese. Ne nasce un rapporto sulla bridge generation, che non ricorda il passato comunista e non ha vissuto il periodo di trasformazione
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