“German groups shun Russia”, titolava il “Financial Times“
dell’8 aprile scorso. L’articolo spiegava che i dubbi sulle reali intenzioni
riformatrici di Vladimir Putin stanno determinando la stagnazione
degli investimenti diretti, mentre il totale degli investimenti tedeschi è addirittura
in regresso. Le perplessità sulle prospettive della nuova Russia
sono un dato che accomuna oggi l’Europa agli Stati Uniti, come si è visto
nell’ultimo vertice tra Bush e Putin a Bratislava. Per questa ragione abbiamo
dedicato il Dossier di questo numero alla Russia, chiedendo ad autorevoli
esperti di varie discipline (da Piero Sinatti a Fernando Orlandi, da
Olga Annushkina ad Anna Zafesova, da Sergio Romano a Mauro Martini
e Ornella Calvarese) un contributo di analisi non viziato da tatticismi diplomatici.
Il quadro che ne esce è di viva preoccupazione, ma non di allarme.
Non ancora, almeno. Tra le poste attive: l’economia si va lentamente
stabilizzando, anche se per ora a “tirare” il Pil sono soprattutto le esportazioni
del petrolio e delle altre materie prime; le tensioni sociali legate alla
riforma del welfare state sono state per il momento arginate; le pulsioni
autonomistiche delle repubbliche meridionali non sembrano poter raggiungere
le forme dirompenti della Cecenia; in campo culturale, il cinema
e la letteratura stanno vivendo una nuova primavera. Al passivo: anzitutto
il modo contradditorio con cui viene gestita la transizione, con forti
oscillazioni tra liberismo e conservatorismo; la persistente violazione-sottovalutazione
dei diritti umani; il riemergere delle nostalgie di potenza
della vecchia Urss. Un punto è certo, come spiegano Sergio Romano nella
sua intervista e Anna Zafesova nel suo articolo: Putin va giudicato sui
tempi lunghi, non solo perché ha un lavoro difficile da svolgere, ma anche
perché non si intravvedono alternative alla sua leadership.
Il tema dell’Europa resta il focus principale di east. La rivista si muove su
tre piani: da un lato con una intervista all’economista Alberto Alesina sulle
differenze fra i modelli di welfare americano ed europeo; dall’altro
“prendendo di petto” le problematiche legate al referendum francese sulla
nuova Costituzione (Enrico Letta); infine, offrendo ulteriori contributi di
analisi sull’allargamento (da Jean-Claude Trichet a Paolo Gnes, da Fabrizio
Coricelli a Franco Botta, da Franco Mosconi a Michele Capriati). Su
cultura, ambiente e valori, intervengono Giulia Maria Crespi, Goran Bregovic
e Aldo Bonomi.
Uno dei maggiori architetti italiani racconta che l’Europa è un cantiere aperto dove la creatività non è sostenuta da un progetto globale
Uno studio della Caritas rivela che l’allargamento crea opportunità di sviluppo anche attraverso i flussi migratori. Ma il vero problema sarà gestire i processi di integrazione
Intervista all’economista Alberto Alesina, preside ad Harvard, sulle differenti politiche statali di ridistribuzione del reddito nei due continenti
La maggioranza degli europei è favorevole a trasferire a Bruxelles la competenza sulla difesa e sulla politica estera. Potrebbe partire da qui la svolta di cui l’Unione ha bisogno
I veri ostacoli alla concorrenza da rimuovere sono nei mercati dei beni, del lavoro e della finanza
Crescono i servizi, cala l’industria. È ancora presto per parlare di deindustrializzazione, ma certamente qualche problema strategico si pone
Dibattito virtuale fra due padri fondatori dell’Europa che danno le loro ricette per rilanciare il processo di integrazione
Sono già 20.000 le imprese italiane che operano nell’area. Ma, spiega l’economista italiano, occorre investire, soprattutto in infrastrutture
Il progetto di un Adriatico con un elevato grado di integrazione non va ostacolato ma favorito. Sempre che la pace continui a regnare nei Balcani
La presidente del FAI racconta come ha cominciato, chi ha avuto a fianco e chi contro
I maggiori imprenditori italiani raccontano potenzialità e problemi sui mercati esteri
Da dove nasce la forte spinta cinese a investire in tutto il mondo, Italia compresa
Steno Marcegaglia spiega come ha costruito un gruppo modello partendo da un prodotto “povero” come il tubo
Il grande musicista serbo-croato parla di se stesso, della sua musica e del rapporto tra arte e politica
L’economia è il banco di prova di Vladimir Putin, ma è troppo legata alle sorti di petrolio e materie prime. E intanto la popolarità del presidente è in calo
La Russia è investment grade, ma alcune incongruenze di politica economica mettono a rischio il progetto di diversificazione dell’economia
Non solo Cina, anche il mercato russo offre interessanti prospettive di sviluppo per le aziende italiane
L’ex campione del mondo di scacchi si candida, ma all’opposizione servirebbero massmedia indipendenti, tribunali autonomi e fonti di finanziamento non condizionate dal presidente
La correlazione delle forze nello spazio post-sovietico sta cambiando
Il nuovo corso russo può non piacere, ma non ha alternative credibili
La letteratura russa torna a interessare gli editori occidentali. Ecco perché
Dopo un periodo oscuro, la cinematografia russa torna alla ricerca del senso della propria identità
Giovanni Paolo II raccontato – anche criticamente – da: Financial Times, Frankfurter Allgemeine, El Pais, Herald Tribune, Le Monde, La Stampa
Ricerca l'articolo che ti interessa nel nostro ampio database.
Puoi combinare più chiavi di ricerca per affinare la tua ricerca