Dove va Putin (Maggio 2005)

East 4 - Maggio 2005
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“German groups shun Russia”, titolava il “Financial Times“
dell’8 aprile scorso. L’articolo spiegava che i dubbi sulle reali intenzioni
riformatrici di Vladimir Putin stanno determinando la stagnazione
degli investimenti diretti, mentre il totale degli investimenti tedeschi è addirittura
in regresso. Le perplessità sulle prospettive della nuova Russia
sono un dato che accomuna oggi l’Europa agli Stati Uniti, come si è visto
nell’ultimo vertice tra Bush e Putin a Bratislava. Per questa ragione abbiamo
dedicato il Dossier di questo numero alla Russia, chiedendo ad autorevoli
esperti di varie discipline (da Piero Sinatti a Fernando Orlandi, da
Olga Annushkina ad Anna Zafesova, da Sergio Romano a Mauro Martini
e Ornella Calvarese) un contributo di analisi non viziato da tatticismi diplomatici.
Il quadro che ne esce è di viva preoccupazione, ma non di allarme.
Non ancora, almeno. Tra le poste attive: l’economia si va lentamente
stabilizzando, anche se per ora a “tirare” il Pil sono soprattutto le esportazioni
del petrolio e delle altre materie prime; le tensioni sociali legate alla
riforma del welfare state sono state per il momento arginate; le pulsioni
autonomistiche delle repubbliche meridionali non sembrano poter raggiungere
le forme dirompenti della Cecenia; in campo culturale, il cinema
e la letteratura stanno vivendo una nuova primavera. Al passivo: anzitutto
il modo contradditorio con cui viene gestita la transizione, con forti
oscillazioni tra liberismo e conservatorismo; la persistente violazione-sottovalutazione
dei diritti umani; il riemergere delle nostalgie di potenza
della vecchia Urss. Un punto è certo, come spiegano Sergio Romano nella
sua intervista e Anna Zafesova nel suo articolo: Putin va giudicato sui
tempi lunghi, non solo perché ha un lavoro difficile da svolgere, ma anche
perché non si intravvedono alternative alla sua leadership.
Il tema dell’Europa resta il focus principale di east. La rivista si muove su
tre piani: da un lato con una intervista all’economista Alberto Alesina sulle
differenze fra i modelli di welfare americano ed europeo; dall’altro
“prendendo di petto” le problematiche legate al referendum francese sulla
nuova Costituzione (Enrico Letta); infine, offrendo ulteriori contributi di
analisi sull’allargamento (da Jean-Claude Trichet a Paolo Gnes, da Fabrizio
Coricelli a Franco Botta, da Franco Mosconi a Michele Capriati). Su
cultura, ambiente e valori, intervengono Giulia Maria Crespi, Goran Bregovic
e Aldo Bonomi.

Secchi: una nuova etica per ripensare la città

Uno dei maggiori architetti italiani racconta che l’Europa è un cantiere aperto dove la creatività non è sostenuta da un progetto globale

ALESSANDRA CIPOLLA


Le tante facce del prisma che chiamiamo “identità”

Uno studio della Caritas rivela che l’allargamento crea opportunità di sviluppo anche attraverso i flussi migratori. Ma il vero problema sarà gestire i processi di integrazione

ALDO BONOMI


Europa e America, due modi di intendere il welfare

Intervista all’economista Alberto Alesina, preside ad Harvard, sulle differenti politiche statali di ridistribuzione del reddito nei due continenti

VITTORIO BORELLI


Rendere irreversibile il processo di integrazione

La maggioranza degli europei è favorevole a trasferire a Bruxelles la competenza sulla difesa e sulla politica estera. Potrebbe partire da qui la svolta di cui l’Unione ha bisogno

PAOLO GNES


Chi ha paura della flat tax

I veri ostacoli alla concorrenza da rimuovere sono nei mercati dei beni, del lavoro e della finanza

FABRIZIO CORICELLI


Ma che crescita è senza le fabbriche?

Crescono i servizi, cala l’industria. È ancora presto per parlare di deindustrializzazione, ma certamente qualche problema strategico si pone

FRANCO MOSCONI


Adenauer & Spinelli discutono di Lisbona Due

Dibattito virtuale fra due padri fondatori dell’Europa che danno le loro ricette per rilanciare il processo di integrazione

DONATO SPERONI


Botta: la corsa all’Est manca di pianificazione

Sono già 20.000 le imprese italiane che operano nell’area. Ma, spiega l’economista italiano, occorre investire, soprattutto in infrastrutture

ANTONIO BARBANGELO


Una grande opportunità per le regioni adriatiche

Il progetto di un Adriatico con un elevato grado di integrazione non va ostacolato ma favorito. Sempre che la pace continui a regnare nei Balcani

MICHELE CAPRIATI


New Europe economic dossier

Focus sulla Bulgaria


Crespi: l’Europa può fare di più per arte e ambiente

La presidente del FAI racconta come ha cominciato, chi ha avuto a fianco e chi contro

SILVIA RECANATI


Se i capitalisti non riescono a fare sistema

I maggiori imprenditori italiani raccontano potenzialità e problemi sui mercati esteri

ANTONIO CALABRO’


Ecco perché la Cina investe all’estero

Da dove nasce la forte spinta cinese a investire in tutto il mondo, Italia compresa

STEFANO CHIARLONE


Da industriale del tubo a ingegnere honoris causa

Steno Marcegaglia spiega come ha costruito un gruppo modello partendo da un prodotto “povero” come il tubo

GUIDO VIGNA


Bregovic: le mie trombe gitane per un mondo senza frontiere

Il grande musicista serbo-croato parla di se stesso, della sua musica e del rapporto tra arte e politica

CRISTINA GIULIANO


Il grande stallo

L’economia è il banco di prova di Vladimir Putin, ma è troppo legata alle sorti di petrolio e materie prime. E intanto la popolarità del presidente è in calo

PIERO SINATTI


Tutte le sfide di Vladimir per rilanciare l’economia

La Russia è investment grade, ma alcune incongruenze di politica economica mettono a rischio il progetto di diversificazione dell’economia

JANA KOSTOVA, DEBORA REVOLTELLA


Doing business with Russia? Yes, please

Non solo Cina, anche il mercato russo offre interessanti prospettive di sviluppo per le aziende italiane

OLGA ANNUSHKINA


Altro che Kasparov, servirebbe Superman

L’ex campione del mondo di scacchi si candida, ma all’opposizione servirebbero massmedia indipendenti, tribunali autonomi e fonti di finanziamento non condizionate dal presidente

ANNA ZAFESOVA


Che cosa resta dell’impero sovietico

La correlazione delle forze nello spazio post-sovietico sta cambiando

FERNANDO ORLANDI


Romano: Putin si misura sui tempi lunghi

Il nuovo corso russo può non piacere, ma non ha alternative credibili

CLEMENTE DELLA MONICA


Tra opposte passioni in attesa del nuovo Puskin

La letteratura russa torna a interessare gli editori occidentali. Ecco perché

MAURO MARTINI


E il nuovo cinema torna alle origini

Dopo un periodo oscuro, la cinematografia russa torna alla ricerca del senso della propria identità

ORNELLA CALVARESE


C’era una volta l’Urss

REPRINT FROM EUROPEO


Hanno scritto

Giovanni Paolo II raccontato – anche criticamente – da: Financial Times, Frankfurter Allgemeine, El Pais, Herald Tribune, Le Monde, La Stampa






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