Se ne discute da qualche anno ma, dopo la grande crisi mondiale innescata dai mutui subprime, la riflessione sulla adeguatezza o meno del Pil (Prodotto interno lordo) nel misurare il benessere delle persone e delle nazioni ha subito una forte accelerazione. Il mese scorso a Sadun, in Corea, si è svolto un convegno che ha cercato di gettare le basi per nuove metodologie di calcolo del reddito e della qualità della vita. Per east ha seguito il convegno Donato Speroni, a cui è stato affidato il coordinamento del Dossier. Ampio spazio su questo numero della rivista alla Russia di Medvedev e Putin, tornata protagonista sulla scena mondiale. Scarica il sommario
Dietro a certo euroscetticismo, come quello di Klaus, sembra riaffacciarsi la “questione tedesca”. Contrariamente a quanto molti sembrano credere, non è mai esistita “un’epoca d’oro” dell’europeismo tedesco. La Germania ha sempre preso molto sul serio il concetto di parità fra gli Stati e ha sempre difeso con intransigenza i propri interessi. In particolare è sempre stata reticente, se non ostile, a qualsiasi progetto europeo che potesse condurla a pagare per il lassismo economico dei suoi vicini. E ora, dopo il Trattato di Lisbona...
I teoremi centrali di tale tradizione europea di pensiero sono l’accettazione e il rifiuto delle utopie e degli ideali, la loro disamina e l’insistenza sul realismo. Al contempo, a partire dall’Illuminismo, l’Europa ha acquisito la capacità di osservare se stessa dall’esterno per accettare la propria contingenza, riconoscere che la propria versione della verità non è assoluta, che qualunque asserzione può (dovrebbe) essere messa in discussione. Il rifiuto di valori assoluti...
Effetti sociali e benefici dell’ingresso nell’Ue Nei dieci Stati membri postcomunisti (Ue-10) esiste un nesso tra uguaglianza sociale e prosperità . In media essi confermano l’opinione, verificata a livello accademico, che più alto è il livello di uguaglianza di una società , più è incisiva la sua tendenza alla prosperità . Non è altrettanto evidente, tuttavia, che minore uguaglianza corrisponda per forza di cose a minore ricchezza, e la ricchezza relativa dipende altresì dal punto di partenza dei singoli Paesi al momento della transizione.
Nel suo primo discorso alla Dieta, Yukio Hatoyama, il presidente del Partito democratico diventato anche capo del governo, ha fatto riferimento alla rivoluzione Meiji del 1868 che restaurò il potere imperiale e rappresentò l’evento fondamentale del Giappone moderno. La differenza, ha sottolineato, è che si tratta di una rivoluzione senza sangue che pone fine a una democrazia bloccata consentendo finalmente una salutare alternanza tra schieramenti diversi. Il primo test è previsto con le elezioni parziali del 2010.