Direttiva sul Copyright Europea: Cosa Prevede e Perchè è Importante

Il 12 settembre 2018 è stata approvata dal Parlamento Europeo, in seduta plenaria a Strasburgo, la nuova Direttiva Europea sul Copyright, varata per la prima volta nel 2001 e bocciata la modifica lo scorso luglio. La direttiva contempla la tutela del diritto d’autore nella società dell’informazione e ha lo scopo di coordinare e uniformare, in una visione Europea, le leggi e direttive riguardante i diritti d’autore dei singoli stati dell’Unione Europea.

Oggetto di diversi emendamenti, la Direttiva è stata approvata con 438 SI, 226 NO e 39 astenuti, mentre tra gli europarlamentari italiani, il partito a registrare un numero maggiore di voti contrari alla direttiva è stato il movimento 5 stelle esprimendo quattordici NO. La Direttiva però, per poter essere attuata definitivamente, necessita dei negoziati tra Parlamento, Commissione e Consiglio dei Ministri Europeo i quali si svolgeranno nel 2019.

La necessità di riformare la Direttiva sul copyright, oltre all’esigenza di uniformare le leggi nazionali e dei singoli stati dell’Unione Europea, deriva da un cambiamento dei mezzi di divulgazione dell’Informazione, come per esempio l’avvento di Internet ritenuto poco adeguato alla tutela dei diritti d’autore. Infatti, parte della direttiva, tende a tutelare le informazioni che circolano sul WEB.

Cosa Prevede la Nuova Direttiva sul Diritto d’Autore

La nuova direttiva prevede che editori del web, piattaforme multimediali più importanti gestite dai i colossi del web, come GOOGLE, Youtube, Facebook e molti altri ancora, devono vigilare, attraverso un controllo preventivo, sui contenuti protetti dal diritto d’autore al fine di evitare di essere caricati in rete, pubblicati e condivisi dagli utenti. La direttiva fa riferimento anche alle pubblicazioni di soli link accompagnati da titolo e anteprima che in gergo tecnico sono definiti snippet, mentre sono esclusi dal rispetto del copyright gli hyperlink e cioè la sola condivisione di collegamenti ipertestuali (link coperto dal testo). La direttiva però esclude dal rispetto del copyright Wikipedia, piattaforme per la condivisione di software open source e piccole medie imprese del web.

Inoltre la direttiva introduce, in alcuni casi, una remunerazione concessa agli editori per la fruizione dei loro contenuti. Tali novità sono contemplate degli articoli 11 e 13 della direttiva.  L’articolo 11 introduce la possibilità per gli editori, musicisti, case cinematografiche di ottenere una remunerazione da parte di “fornitori di servizi” per l’utilizzo del loro materiale. Vengono esclude però piattaforme “wiki”. Tale articolo è stato definito “link tax”. Mentre l’articolo 13 impone il controllo da parte dei fornitori di servizi (google, youtube, ecc.) in merito al caricamento, pubblicazione e condivisione di contenuti protetti da copyright.

Discussione e critiche sulla Direttiva Europea

Diverse controversie sono alla base della Direttiva Copyright.  Una disputa si è generata tra gli editori e i fornitori di servizi dove nel caso degli editori, viene rivendicata la possibilità di ottenere una remunerazione per l’utilizzo del materiarle di loro proprietà, mentre nel caso dei fornitori di servizi viene sottolineata la possibilità concessa ai creativi di avere più visibilità. Come affermato da alcuni media, un esempio è Google News, fornitore di servizi che è l’unico a guadagnare attraverso le sole anteprime delle notizie, senza che il visitatore acceda ai singoli contenuti giornalistici. Altra discussione, generata tra l’opinione pubblica e negli ambienti politici, è la paura del rischio che tale direttiva possa legalizzare la censura e che venga introdotto un controllo pressante e invadente sui contenuti del web.

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