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Google Pay arriva in Italia: Cos’è, come Funziona e come si Configura

Da mercoledì 19 settembre, il Colosso di Mountain View ha rilasciato Google Pay anche in Italia. L’innovativo servizio di pagamenti contactless via smartphone era già attivo negli USA dal 23 ottobre del 2017 (in realtà, dall’11 settembre come prima release e con Android Pay come nome) ed ora potrebbe aprire nel medio lungo termine ad una rivoluzione nel contesto dei pagamenti di piccoli importi.

Funzioni generali di Google Pay

Oltre ad essere un sistema di pagamento contactless tramite smartphone, il servizio di Big G ingloba molti servizi tipici di PayPal, visto che ti consente di inviare soldi a persone che utilizzano la stessa piattaforma. Basterà infatti che questi scarichino dal Play Store Google Pay e che procedano alla configurazione dell’applicazione. Dopodiché acquistare online nei principali e-shop o ancora applicazioni nello store di Google diventa un gioco da ragazzi, grazie a questo servizio di pagamento integrato all’interno del tuo smartphone e che ha molti punti in comune con una classica carta di credito. Ottima la possibilità di monitoraggio delle attività personali, degli abbonamenti attivati e dei metodi di pagamento mediante il sito internet ufficiale di questo servizio all’avanguardia.

Produzione Industriale in calo dell’1,3% a Luglio in Italia

Dati ISTAT rilevano che l’Italia, nel mese di luglio 2018 (composta da 22 giorni lavorativi) ha registrato un calo della produzione industriale pari all’1,3%, rispetto a luglio 2017 (composto da 21 giorni lavorativi), mentre, sempre nel mese di luglio 2018 si registra un calo dell’1,8% rispetto a giugno 2018. Per quanto concerne il livello generale di produzione del 2018, nel periodo maggio – luglio, si è registrato un calo di -0,2% rispetto ai tre mesi precedenti febbraio – aprile.

Nel diffondere I dati relativi alla produzione industriale, commenta così l’Istituto di statistica (ISTAT): “L’indice destagionalizzato conferma una elevata variabilità mensile, nel corso del 2018, con un orientamento alla diminuzione. La variazione dell’indice corretto per gli effetti di calendario diviene negativa per la prima volta da giugno 2016”. Come riscontrabile dal sito dell’istituto di statistica, l’ISTAT, nell’elaborare i dati ricavati dalla sua ricerca, effettua una distinzione tra i dati depurati secondo tecniche statistiche e cioè “dati corretti per gli effetti di calendario” e “dati destagionalizzati”. Inoltre suddivide i dati in base al “settore di attività economica” e in base al “raggruppamento principale di industrie”. Vediamo adesso nello specifico l’analisi dei dati elaborati.