Bilancia Commerciale: Cos’è e Come Funziona

Il termine bilancia commerciale indica il saldo tra le esportazioni e le importazioni di merci di uno Stato, normalmente prendendo in esame come arco di tempo un intero anno solare. Con l’analisi della bilancia commerciale, è come se tu avessi a disposizione un’indicazione di quanto un paese sia “autosufficiente”: si tratta in sostanza di una contabilità che pesa come fattore positivo le esportazioni e come fattore negativo le importazioni.

Se il valore delle importazioni è superiore a quello delle esportazioni, parliamo di deficit (o di saldo passivo); viceversa, se il valore delle esportazioni eccede quello delle importazioni parliamo di surplus commerciale (o di saldo negativo). Se i due valori si equivalgono, abbiamo una situazione di pareggio. Dal saldo della bilancia commerciale di uno stato deriva l’ingresso o l’uscita di capitale netto dallo Stato: se la bilancia è in passivo, si ha un’uscita di capitale netto, nel caso contrario invece si ha un ingresso di capitale netto.

Questa grandezza è importante perché costituisce uno dei principali fattori che contribuiscono a determinare il tasso di cambio della moneta nazionale; inoltre rappresenta un efficace indicatore della ricchezza e della solidità economica del paese stesso. Tale fattore deve comunque essere preso in esame insieme ad un più ampio spettro di condizioni: di per sè una bilancia commerciale in avanzo non è sempre positiva. Ci sono casi in cui un saldo positivo deriva infatto soprattutto da un calo della domanda interna.

Fattori che influiscono sulla bilancia commerciale

A parità di altre condizioni, per migliore il saldo della bilancia commerciale di un paese possono intervenire tre elementi: incrementano le esportazioni, diminuiscono le esportazioni, oppure il tasso di cambio reale si deprezza. Alcuni settori contribuiscono più di altri a determinare il saldo della bilancia economica di un paese: ne è un esempio il turismo, che favorisce fortemente l’ingresso di capitali esteri in un paese: anche l’Italia beneficia infatti del suo forte settore turistico e da molti anni presenta un saldo della bilancia fortemente positivo. L’Italia inoltre beneficia del valore del “Made In Italy”: i prodotti di qualità nei quali il nostro paese eccelle (dalla moda agli alimentari) sono caratterizzati da una domanda rigida, che ha sempre mercato. Sulla nostra bilancia commerciale pesano invece (in senso negativo) le importazioni di energia.

Bilancia Commerciale

Bilancia Commerciale

Gli stati dell’Unione Europea sono particolarmente preoccupati, negli ultimi anni, dalla bilancia commerciale della Germania: il paese infatti è in attivo strutturale da molto tempo, con una tale forza da violare gli accordi europei sugli eccessivi squilibri macroeconomici. Tali accordi prevederebbero che nessun paese abbia un attivo superiore al 6% per più di tre anni consecutivi (o un disavanzo superiore al 4%) ed hanno l’obiettivo di mantenere un relativo equilibrio tra i diversi paesi dell’Unione. La situazione tedesca è molto lontana da questa richiesta.

La bilancia commerciale mondiale

È interessante notare un paradosso nel funzionamento della bilancia commerciale mondiale: ti aspetteresti infatti che, sommando importazioni ed esportazioni di tutti i paesi del mondo, la bilancia risulti necessariamente in pareggio. I dati forniti dal FMI (Fondo Monetario Internazionale) invece evidenziano una bilancia in deficit fino al 2004, e successivamente in sistematico surplus.

Si tratta in realtà di un errore statistico, impossibile da correggere, generato dall’elevato numero di imprese e catene multinazionali: risulta quasi impossibile identificare correttamente esportazioni ed importazioni, quando la stessa azienda produce in un paese, importa in una sua filiale in un secondo, poi distribuisce tramite una società di un terzo paese, e infine vende verso un quarto paese ancora! Esistono inoltre disallineamenti tra i tempi fiscali e contabili dei diversi paesi, che contribuiscono a questo fenomeno.

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