Azioni Tesla: l’azienda crolla in Borsa dopo l’indagine a clausola del Tweet di Elon Musk

Il Dipartimento di Giustizia americana ha avviato un’indagine a seguito del Tweet di Musk sul delisting ipotizzando una frode, questo ha fatto precipitare Tesla in borsa.

Il Ceo di Tesla in sostanza ha ipotizzato con le sue parole una privatizzazione della società per poi cambiare versione di quanto dichiarato, un episodio che è sembrato molto strano al Dipartimento di giustizia che ha deciso quindi di indagare. Un piano durato all’incirca diciassette giorni, Elon Muskinfatti il 7 agosto ha spiazzato tutti scrivendo un post su Twitter in cui parlava di delisting.

Che cos’è il delisting annunciato da Elon Musk 

Il delisting è la revoca della società dalle negoziazioni di borsa. Se un titolo viene rimosso, cessa di avere valore, causando un danno a chi possiede tali azioni. Un’operazione di delisting è prevista dalla normativa ma solo in alcuni casi particolari, la motivazione solitamente è la sottovalutazione dei titoli, sia per una crisi della società o anche in caso di problemi legati al mercato stesso.

In questo caso gli operatori di private equity possono pensare di procedere in tale direzione. Si tratta comunque di procedure molto delicate e complesse che richiedono non solo uno studio approfondito ma anche un piano decisionale che viene strutturato nel tempo, di certo un annuncio frettoloso su Twitter ha messo in allarme tutti e soprattutto è sembrata una manovra azzardata e senza alcun senso.

Perché il Dipartimento di giustizia americano vuole vederci chiaro

La proposta è sembrata folle ma l’imprenditore già in passato aveva proposto talvolta cose molto visionarie e poco reali, le autorità però dopo l’ennesima dichiarazione hanno deciso di vederci più chiaro. Il Ceo di Tesla poi ha cambiato versione, assicurando di voler rimanere in Borsa come stabilito dal suo consiglio di amministrazioni, intanto il titolo è crollato del 5% in borsa. Tesla ha deciso di rispondere alle tante chiacchiere di questi giorni con un comunicato ufficiale in cui ha confermato la notizia delle indagini e si è detta pronta a collaborare e cooperare con la giustizia.

Elon Musk e la follia su Twitter: spesso i suoi post hanno creato scompiglio 

Non è la prima volta che Musk a causa della sua lingua appuntita si trova nei pasticci, proprio di recente aveva accusato il Sub britannico Vernon Unsworth, impegnato nel salvataggio dei giovani rimasti intrappolati in Thailandia, di essere un pedofilo. Un’azione che gli è costata cara dal momento che questi lo ha trascinato in tribunale per le sue parole.

Tesla: le azioni sono state manipolate?

L’ipotesi al vaglio è quella di manipolazione delle azioni, Musk ha fornito alcuni dettagli sulla natura del capitale che avrebbe finanziato l’operazione di delisting da lui annunciata, questi sarebbero stati forniti da un fondo saudita che detiene una piccola percentuale di Tesla.

Il produttore ha parlato di 420 dollari ad azione, il titolo che era dunque arrivato ad un più 9% è poi crollato nel vuoto. Ovviamente nessuno si sorprenderebbe se, quanto annunciato dal Ceo di Tesla sarebbe frutto solo delle sue balorde idee e non di una decisione societaria, tuttavia è chiaro che dando una comunicazione del genere su un social network, le autorità debbano proseguire nelle indagini per fare luce su quanto è e sta accadendo, per il bene dei consumatori.

Leave a Reply