Un gesto forte, quello compiuto da alcune donne yemenite nella capitale del Paese, Sana'a, da mesi teatro di proteste contro il regime del presidente Saleh: hanno dato fuoco in piazza al velo, che copre loro il capo, quando non anche il volto, simbolo della condizione femminile, spesso vilipesa.
Gli slogan contro Saleh richiamavano proprio l'attenzione sulla scarsa considerazione della donna da parte del presidente-dittatore: "Le donne non hanno valore agli occhi di Saleh", e anche "Saleh il macellaio, uccide le donne e ne va fiero".
Un'attivista per i diritti delle donne, Ruqaiah Nasser ha denunciato i raid delle forze fedeli al governo, compiuti nelle case, con gravi episodi di uccisioni di bambini, su cui i leader delle tribù non si sono pronunciati. E questo, per le donne yemenite, è un'autentica, inaccettabile vergogna.
Di qui il gesto clamoroso di dare alle fiamme l'indumento simbolo della loro oppressione.