Usa-Iran: Obama ammonisce il regime di Teheran

14/10/2011 — Asia

redazione


Durante la conferenza stampa alla Casa Bianca, a conclusione del vertice con il presidente sudcoreano Lee Myung-bak, il presidente Usa Obama, rispondendo ai giornalisti, ha affermato con fermezza che qualcuno dovrà rendere conto del complotto ordito da due agenti iraniani, di cui uno arrestato (e che ha confessato), e che se non fosse stato sventato dall'Fbi, avrebbe portato a una serie di attentati contro obiettivi israeliani e sauditi sul suolo americano. Fra i bersagli vi era anche l'ambasciatore saudita a Washington.
A compiere le azioni doveva essere secondo i piani un commando di narcos messicani, con i quali i due iraniani avevano cercato di mettersi in contatto, finendo però in trappola, allorché Mansoor Ababsiar, cittadino americano di origini iraniane (poi arrestato), ha scambiato un investigatore americano per un uomo legato ai narcotrafficanti.
Svelato quindi il complotto, in giugno, l'intelligence Usa ha raccoloto prove del presunto coinvolgimento di personalità del regime di Teheran. Dall'ayatollah Kahmenei ad Ahmadinejad l'establishment della repubblica islamica respinge al mittente le accuse, affermando che si tratta di una montatura creata ad arte per sviare l'opinione pubblica americana dai problemi interni.
Ma Obama ha ribadito che se gli Usa muovono certe accuse è perché hanno in mano le prove, e ha sottolineato come nessuna opzione di reazione venga al momento esclusa.
La tensione fra i due Paesi è davvero a livello di guardia e Washington ritiene il complotto iraniano tanto grave da considerarlo alla stregua di un atto di guerra, un'escalation pericolosa e irresponsabile.
Obama, dunque, ammonendo il regime di Teheran, ricorda che verranno applicate le sanzioni più dure e che chiunque all'interno del governo iraniano fosse a conoscenza del piano contro gli obiettivi israeliani e sauditi in terra americana, va ritenuto responsabile.
Intanto il dipartimento di Stato Usa fa presente che a seguito dello svelamento del complotto vi sono stati immediati contatti con Teheran. Mentre da parte delle Nazioni Unite giunge l'avvertimento che il caso potrebbe finire al Consiglio di Sicurezza: difatti, qualora fosse acclarato il progetto di uccidere l'ambasciatore saudita negli Usa, ciò integrerebbe una violazione della Convenzione Onu sulla protezione del personale diplomatico, ratificata anche dall'Iran.
Quindi Usa e Arabia Saudita potrebbero chiedere l'estradizione del secondo iraniano coinvolto nella vicenda e sfuggito all'arresto. In caso di rifiuto da parte di Teheran, il caso potrebbe approdare alla Corte penale internazionale dell'Aja.
Dall'Iran giunge frattanto un appello all'Arabia Saudita, al fine di non mettere in crisi i rapporti diplomatici fra i due Paesi, il che, secondo quanto ha affermato il vice ministro degli esteri iraniano, non farebbe altro che avvantaggiare gli Stati Uniti.










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