150 miliardi di euro: questa la cifra che l'Unione Europea verserà al Fondo monetario internazionale. La richiesta dell'Fmi all'Eurozona di aumentare il proprio contributo, anche e soprattutto per supportare quei Paesi dell'euro che si trovano in difficoltà, ha trovato una risposta pronta, anche se ancora una volta la Gran Bretagna si è chiamata fuori dall'operazione, rifiutandosi di versare la propria parte che ammontava a 30 miliardi di euro.
Dieci giorni fa David Cameron aveva opposto il niet di Londra al nuovo patto fiscale europeo, attirandosi molte critiche, non solo da parte dei partner continentali, ma anche dalla sua stessa compagine governativa (reazioni furibonde si sono registrate da parte del vicepremier liberaldemocratico, Nick Clegg). Alcuni importanti esponenti del mondo finanziario e degli affari inglese hanno rivolto a Cameron un appello affinché riannodi i rapporti con l'Unione Europea la più presto, per evitare che vengano persi milioni di posti di lavoro legati alle esportazioni verso i principali partner economici d'Oltremanica.
I ministri economici dell'Eurozona, riuniti telefonicamente, cui si sono poi aggiunti gli omologhi degli altri Paesi membri dell'Unione, hanno raccolto l'adesione al programma di aumento dei fondi dell'Fmi per 150 miliardi di euro da parte di 13 Stati, fra cui l'Italia, che risulterà il terzo contribuente, con 23 miliardi e mezzo, alle spalle di Germania e Francia e davanti alla Spagna.
Alcuni Paesi, come la Svezia, dovranno sottoporre ai propri parlamenti l'approvazione del progetto di finanziamento.
Altri, come Irlanda, Grecia e Portogallo, sono esclusi in quanto facneti parte del programma di salvataggio.
Londra intanto ha rinviato ogni decisione in merito al G20, poiché ptima di versare nuovo fondi allìFmi la Gran Bretagna vuole che venga rafforzato il cosiddetto fondo Salva Stati (Efsf). Ma aumentare le quote destinate all'Fmi era il sistema più veloce per l'Europa per garantirsi un'assicurazione in caso di fallimento di un Paese più grande e pesante in termini di Pil della Grecia.