Il tribunale del distretto di Pechersk, a Kiev, ha condannato ieri Iulia Timoschenko, leader dell'opposizione ucraina, a sette anni di carcere per abuso di potere.
Il processo, iniziato a giugno, si è dunque concluso con una condanna pesante, che l'imputata ha accolto interrompendo più volte la lettura della sentenza, esprimendo tutto il suo sdegno per un'operazione considerata una farsa e una vendetta ordita dall'attuale presidente Yanukovitch.
La vicenda risale al 2009, allorché l'ex premier e leader della cosiddetta Rivoluzione arancione del 2004 (che la portò al potere – prima donna ucraina a ricoprire il ruolo di primo ministro – assieme al presidente Yuschenko) siglò un contratto con Mosca per la fornitura di gas russo, al termine di quella che venne denominata la guerra del gas, durante la quale mezza Europa rimase al freddo per alcune settimane.
La sentenza nei confronti della Timoschenko motiva la condanna definendo un abuso di potere quell'atto, che sarebbe stato il frutto di un'imposizione arbitraria dell'ex premier che operò senza consultare il governo che guidava, al fine di ricevere il consenso necessario per procedere alla firma dell'intesa.
L'accordo fra la società energetica statale ucraina Naftogaz e la russa Gazprom prevedeva importazioni di gas per una cifra concordata di 450 dollari ogni 1000 metri cubi: tale prezzo avrebbe, secondo le accuse mosse alla Timoschenko, arrecato un nocumento economico all'azienda ucraina, stimato attualmente in 130 milioni di euro. Oltre ai sette anni di reclusione, infatti, la leader dell'opposizione ucraina è stata condannata a risarcire l'intero ammontare del danno presumibilmente patito dalla Naftogaz per lo svantaggioso accordo al centro della vicenda.
Ma la Timoschenko non ha alcuna intenzione di arrendersi: ha già annunciato che ricorrerà alla Corte di giustizia europea e lotterà fino alla fine per un'Ucraina libera e senza dittatura (queste le sue parole) e per dimostrare che il processo (il cui esito negativo era scontato) è stato orchestrato da Yanukovitch per estrometterla dalle prossime consultazioni elettorali, le parlamentari del prossimo anno e le presidenziali del 2015.
Molti sostenitori della Timoschenko si sono radunati davanti alla sede del tribunale in cui si celebrava l'atto finale del procedimento a suo carico, controllati a vista da numerosi agenti in tenuta antisommossa.
Tra le prime reazioni al dispositivo pronunciato dal giudice Rodion Kireyev, si registra quella dell'Alto rappresentante per la politica estera dell'Unione Europea, Catherine Ashton, la cui portavoce ha affermato che questa vicenda potrebbe causare "conseguenze importanti" nei rapporti fra l'Ue e l'Ucraina.