Cresce la tensione fra Turchia e Israele e il premier turco Erdogan sembra non avere alcuna intenzione di allentarla. L'espulsione dell'ambasciatore israeliano è solo l'inizio, ha dichiarato il primo ministro da Ankara, assicurando che il provvedimento rappresenta solo l'inizio e che era alle viste la sospensione dei rapporti commerciali, militari e industriali fra i due Paesi.
Erdogan ha poi minacciosamente aggiunto che le navi militari turche solcheranno con maggior frequenza le acque prossime a Israele.
All'origine del duro scontro diplomatico fra le due potenze vi sarebbe il rifiuto da parte del governo Nethanyau di formulare scuse ufficiali per quanto riguarda l'assalto alla cosiddetta Flottiglia della Pace, la Mavi Marmara, imbarcazione battente bandiera turca che nel maggio dell'anno scorso fu fermata mentre cercava di portare a Gaza aiuti ai palestinesi. Dopo le ripetute richieste da parte israeliana a invertire la rotta, l'intervento per bloccare la nave causò la morte di nove attivisti turchi. Sebbene una commissione d'indagine delle Nazioni Unite abbia formalmente qualificato come legittimo tale intervento, pur sottolineando la sproporzione dei mezzi utilizzati, la Turchia seguita a pretendere da Tel Aviv delle scuse. Israele non ha alcune intenzione di porgerle, anche se si augura che le relazioni fra i due Paesi possano presto normalizzarsi, essendo perlatro la Turchia un importantissimo partner commerciale nella regione.
La tensione fra Ankara e Tel Aviv risale in realtà già al 2008, all'occupazione di Gaza da parte di Israele: dal momento che Erdogan ha l'ambizione di diventare il maggior leader musulmano della regione, il contrasto con Israele sembra avere motivazioni ben più profonde.
Intanto il premier turco potrebbe recarsi proprio a Gaza, al termine di una visita in Egitto, in programma la settimana prossima. L'opposizione di Israele è ovviamente molto forte, ma anche l'Egitto non sembra si mostri particolarmente entusiasta all'idea che Erdogan possa giungere nella Striscia, passando proprio dalle sue frontiere.
In ogni caso la situazione resta delicata, anche in considerazione del fatto che Israele è uno degli alleati più importanti degli Stati Uniti, e la Turchia fa parte della Nato: dunque una rottura definitiva fra queste due potenze aprirebbe scenari inquietanti in una regione del mondo già sufficientemente tormentata.