Otto attacchi simultanei nella notte, condotti da guerriglieri del Pkk (il partito dei lavoratori del Kurdistan) contro edifici di esercito e polizia turchi siti nella regione sudorientale del Paese, al confine con l'Iraq, e segnatamente nella provincia montagnosa di Hakkari, hanno provocato un grave bilancio di vittime, peraltro ancora provvisorio. Si parla di almeno 24 morti fra agenti e soldati colpiti, e di una ventina di feriti.
I terroristi curdi, che hanno rivendicato gli attacchi, hanno condotto le azioni in contemporanea per diverse ore contro i vari obiettivi, concentrati in una zona di confine con l'Iraq, Paese che assieme alla Turchia, all'Iran e alla Siria forma la frastagliata geografia del Kurdistan, diviso alla caduta dell'impero ottomano.
I curdi turchi da anni rivendicano maggiore autonomia da Ankara e ultimamente erano ripresi i colloqui in forma semisegreta fra le due parti. Falliti e attualmente in stato di stallo i negoziati, sono riprese le azioni sanguinose da parte del Pkk, sigla che guida la lotta indipendentista curda, e considerato una formazione terroristica da Unione Europea, Stati Uniti e vari altri Paesi.
A seguito degli attacchi odierni, la risposta dell'esercito turco non si è fatta attendere: alcuni commandos, per un totale di quasi mille uomini, sono stati inviati all'inseguimento degli attentatori che facevano ritorno alle loro basi, situate oltre il confine iracheno. Le truppe speciali sono penetrate in due punti per oltre quattro chilometri al di là della linea di confine, coadiuvati nell'azione da alcuni elicotteri che sorvolavano la zona.
Alle forze di terra si sono poi unite anche alcune unità dell'aviazione militare che hanno bombardato postazioni del Pkk nella regione del monte Kandil, nel nord dell'Iraq, dove si trova la base principale del movimento indipendentista curdo.
Frattanto un vertice antiterrorismo è stato convocato ad Ankara dal premier turco Erdogan, mentre il presidente Gul ha tuonato contro i curdi del Pkk, promettendo una vendetta forte e significativa.
La guerriglia guidata dal Pkk ha causato finora, dal 1984, più di 45mila vittime.
E' in fase preparatoria un potente attacco di terra condotto dalle forze turche in terra irachena, ma si attende che sia Baghdad a dare un segnale di collaborazione, catturando i terroristi che si rifugiano nelle regioni settentrionali del Paese.