L'Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione a sostegno del piano elaborato dalla Lega Araba, che chiede al presidente siriano Bashar al Assad di fare un passo indietro e lasciare il potere, per permettere la formazione di un governo di unità nazionale che faccia uscire il Paese dalla gravissima crisi e dall'ormai insostenibile spirale di violenza che lo attanaglia da quasi un anno.
Su 193 membri dell'Assemblea i voti a favore della risoluzione sono stati 137, a dispetto di 17 astensioni e 12 voti contrari. I restanti 27 non hanno preso parte alla votazione.
Fra i Paesi che si sono opposti al testo sottoposto al voto figurano Russia e Cina, alleati della Siria e, in quanto membri permanenti del Consiglio di Sicurezza, con potere di veto. Potere già esercitato il passato 4 febbraio per ostacolare il medesimo testo votato ieri in seno all'Assemblea generale.
Altri contrari sono risultati Iran, Corea del Nord, Cuba, Venezuela, Ecuador e Bolivia.
Il voto espresso dall'Assemblea generale dell'Onu, ancorché dagli esiti non vincolanti (a differenza di quanto accade per il Consiglio di sicurezza), attraverso l'ampia maggioranza di voti a favore del testo proposto dalla Lega araba, ha mostrato alla comunità internazionale quanto larga parte dei Paesi del mondo condanni la brutale azione di repressione e la violazione dei fondamentali diritti umani messe in atto dal regime siriano contro la popolazione inerme che manifesta da mesi per ottenere riforme, libertà e democrazia.
Mentre l'Egitto difendeva apertamente il testo redatto da Qatar e Arabia Saudita, che gode dell'appoggio di Europa e Stati Uniti, la Russia faceva circolare nell'Assemblea un documento contenente una serie di emendamenti, che però non ha trovato riscontri effettivi.
Il testo approvato prevede la richiesta ad Assad affinché, facendosi da parte, consenta una transizione del potere pacifica, grazie al passaggio dei poteri nelle mani del suo vicepresidente e alla creazione di un esecutivo di salvezza nazionale, che a sua volta prepari le condizioni per la convocazione di una consultazione elettorale libera e trasparente, sotto la supervisione di osservatori arabi e internazionali.
L'ambasciatore siriano presso le Nazioni Unite ha tenuto a ribadire che un voto favorevole alla risoluzione da parte della maggioranza dei Paesi presenti sarebbe stato recepito da Damasco come un appoggio ai terroristi e agli estremisti che, secondo la propaganda di regime, sarebbero i promotori e i fomentatori della rivolta che infiamma gran parte del Paese.
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, per parte sua ha risposto ammonendo Damasco affinché vengano immediatamente interrotti gli attacchi dell'esercito contro i civili nelle città teatro degli scontri più violenti, e tutte le altre forme di violazione dei più elementari diritti umani.
"Quello che vediamo – ha affermato Ban Ki-moon – sono senza dubbio crimini contro l'umanità".