Siria: bombardato il ponte al confine con il Libano

07/03/2012 — Asia

redazione


Il ponte sul fiume Oronte, tra Siria e Libano, utilizzato dai civili per sfuggire ai massacri ordinati dal regime di Damasco nelle città insorte, è stato bombardato dall'artiglieria pesante delle forze governative.
In maggioranza donne e bambini, nonché numerosi feriti, hanno tentato la fuga nei pressi della città di Qseir, che si trova a pochi chilometri dal confine con il Libano, dopo che anche questo sito era stato attaccato dall'esercito regolare siriano, provocando l'esodo di centinaia di persone.
Lo stesso ponte utilizzato dai civili per tentare di rifugiarsi nel vicino Libano era stato attraversato nei giorni scorsi da alcuni attivisti antiregime per portare in salvo la giornalista francese Edith Bouvier e il fotografo William Daniels, che erano rimasti intrappolati nell'inferno dei bombardamenti di Homs, la città martire dell'insurrezione siriana, da settimane sotto assedio.
Secondo la portavoce dell'Alto commissariato Onu per i rifugiati (Unhcr) Fatoumata Lejeune- Kaba, sarebbero circa duemila i civili che negli ultimi giorni si sono rifugiati in Libano, anche se non è possibile stabilire quanti di essi vi siano rimasti e quanti abbiano fatto ritorno in Siria.
I più fuggono dalla zona di Homs, dove le condizioni di vita si sono fatte preoccupanti per mancanza di beni di prima necessità e medicinali, verso il vicino Nord del Libano.
Sul fronte diplomatico si registra l'appello del premier turco Erdogan, affinché vengano immediatamente aperti dei corridoi umanitari per soccorrere la popolazione siriana.
Gli Usa stanno elaborando una nuova bozza di risoluzione dell'Onu sulla Siria, i cui punti principali riguardano la richiesta della cessazione immediata della violenza contro i civili, il consenso all'accesso nelle città e nelle zone maggiormente colpite dai militari dei convogli di assistenza umanitaria e, inoltre, la cooperazione da parte delle autorità di Damasco con l'inviato di Onu e Lega Araba, Kofi Annan.
Intanto il presidente americano Obama esclude al momento la possibilità di un intervento armato in Siria, convinto del fatto che prima o poi Assad cadrà. Dunque, afferma Obama, è necessario proseguire sulla strada delle pressioni diplomatiche e politiche che isolino il regime di Damasco, tagliando anche le fonti di approvvigionamento economico e sollecitando le forze di opposizione a formare un fronte unico.









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