Siria: attentati ad Aleppo

10/02/2012 — Asia

redazione


Due attentati ad Aleppo contro due obiettivi sensibili, ovvero due sedi delle forze di sicurezza, hanno provocato un tragico bilancio di vittime. I dati diffusi parlano di 25 morti e oltre 150 feriti in una città, la seconda del Paese per importanza e numero di abitanti, rimasta finora relativamente al margine dell'ondata di insurrezioni e rivolte che infiammano la Siria da quasi un anno.
La rivendicazione del doppio attentato odierno è giunta da parte dell'Esercito della Siria libera, una milizia formata da disertori delle forze armate fedeli al regime. Il leader della formazione ribelle, Riad al Asad, ha affermato che le due azioni congiunte contro le sedi delle forze di sicurezza costituiscono una risposta ai bombardamenti ordinati dal regime contro la città di Homs.
Ma quanto accaduto oggi ad Aleppo potrebbe creare una frattura all'interno dell'opposizione siriana. Difatti il Consiglio nazionale siriano, piattaforma che raggruppa buona parte dell'opposizione al di fuori dei confini del Paese, con ogni probabilità si dissocerà dall'azione compiuta dalla milizia, dal momento che finora l'uso della violenza è stato sempre rifiutato, se non per difendere la popolazione civile inerme.
Seppure appariva possibile un impiego dell'Esercito della Siria libera come braccio armato del Consiglio nazionale, a seguito della firma, all'inizio della settimana scorsa, di un comunicato congiunto volto a reperire fondi per la lotta contro il regime.
A dicembre e nel mese scorso tre attentati hanno causato oltre 70 morti nella capitale siriana, prontamente attribuiti dalle autorità ai terroristi di al Qaeda. Gli oppositori del governo di Damasco sostengono invece che possa esserci la regia del regime stesso, cui serviva un ulteriore pretesto per esacerbare l'azione di repressione.
Frattanto nella martoriata città di Homs non si ferma l'azione dell'esercito e delle forze di sicurezza filogovernative: i carri armati sono allineati fuori dei quartieri controllati dalla milizia ribelle e sono pronti a fare fuoco contro la popolazione e continuare la mattanza che nei giorni scorsi ha provocato la morte di più di un centinaio di persone.









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