Mentre questa sera scadrà l'ultimatum delle forze di sicurezza che hanno messo sotto assedio la città di Homs, terza del Paese e teatro di alcuni fra i più violenti scontri fra agenti, esercito e dimostranti che si oppongono al regime dittatoriale del presidente Assad, affinché questi ultimi pongano fine alle manifestazioni, da stamattina si sono aperti i seggi in Siria per le elezioni municipali.
I cittadini, in un clima di violenza che ormai attanaglia il Paese da mesi a causa della brutale repressione dei moti insurrezionali da parte delle autorità al potere (calcolati in circa 5mila i morti), sono chiamati comunque ad esercitare democraticamente il loro diritto al voto, per rinnovare i consigli regionali, provinciali, municipali e circoscrizionali.
E mentre il ministro per l'Amministrazione locale Ghalawnji ha invitato la popolazione a recarsi alle urne, numerosi attivisti antiregime hanno lanciato una campagna di disubbidienza civile, cui hanno aderito circa un terzo dei commercianti delle città maggiori del Paese, anche se le cifre, ovviamente, non sono confermate da fonti ufficiali.