Serbia: è entrata in carica la nuova coalizione governativa

27/07/2012 — Approfondimenti

Angelica Attolico


Serbia: è entrata in carica la nuova coalizione governativa

A quasi tre mesi di distanza dalle ultime elezioni politiche, oggi è stata approvata dal Parlamento la nuova coalizione governativa, formata dal Partito Progressista Serbo (SNS), dal Blocco Socialista (SPS-PUPS-JS) e dalle Regioni Unite di Serbia (URS), che è entrata ufficialmente in carica.

Questo nuovo Governo sarà formato da 17 Ministri, divenendo così il Gabinetto meno numeroso che il Paese abbia mai avuto da quando è tornato ad un sistema multi-partitico negli Anni '90.

Il Gabinetto comprenderà quattro vice Primo Ministro e sarà guidato dal leader del Partito Socialista Ivica Dacic, a cui sarà assegnato anche il Ministero dell'Interno.
Tra i principali Ministri si segnalano: Aleksandar Vucic, a capo dei Progressisti, che sarà Ministro della Difesa e primo Vice Primo Ministro, con la responsabilità della difesa, della sicurezza e della lotta contro il crimine; Nikola Selakovic sarà Ministro della Giustizia ed Ivan Mrkic Ministro degli Esteri. Ai Socialisti rimarrà il Ministero dell'Educazione, come nel precedente Governo guidato dai DS, ed avranno anche il Ministero della Salute, il Ministero dei Trasporti ed il Ministero del Lavoro. Il partito più "pro-business", l'URS, guiderà il Ministero dell'Economia e Finanza ed il Ministero dello Sviluppo Regionale, della Pubblica Amministrazione e dell'Amministrazione autonoma comunale. Il nuovo Governo avrà anche quattro uffici - per il Kosovo, per i diritti umanitari e delle minoranze, per le Chiese e le comunità religiose e per la diaspora.

Complessivamente, la nuova coalizione ha due priorità: l'integrazione europea e la stabilità economica. Per quanto riguarda la prima, si impegna nei suoi accordi ad accelerare il processo di integrazione europea, ad implementare le riforme stabilite ed a mantenere buoni rapporti con i Paesi confinanti con la Serbia.
Ciò nonostante, in questo senso la nuova coalizione, e specialmente il Presidente Nikolic, dovrà compiere notevoli sforzi per guadagnare la fiducia dei Paesi vicini(considerando il suo passato ultra-nazionalista).

Per quanto riguarda la politica economica, la coalizione si è impegnata a tenere sotto controllo le finanze pubbliche ed a varare misure d'emergenza entro settembre per ridurre il deficit del budget. Tuttavia, le precedenti affermazioni populiste del Primo Ministro Dacic (ha accusato, per esempio, le banche straniere operanti in Serbia di derubare le persone) non depongono a suo favore in questo senso. Si è dichiarato a favore di future spese pubbliche per stimolare crescita ed ha persino minacciato di rimuovere il Governatore della Banca Centrale, Soskic, se fallirà nel supportare le misure pro-crescita del Governo.

Pertanto, anche nel caso della Serbia, sistemare la situazione economica del Paese sarà la priorità principale per la coalizione appena formatasi. Però, per guadagnare la fiducia internazionale (specialmente quella del IMF), il Governo deve varare il prima possibile un piano credibile e fiscalmente responsabile. Comunque, viste le recenti dichiarazioni, non è da escludersi il rischio che vengano prese misure populiste in materia di politica economica, che potrebbero mettere a repentaglio la ripresa della cooperazione con l'IMF. Sta inoltre crescendo la speculazione sul nuovo Governo, che si sta rivolgendo anche alla Russia, così da assicurarsi una linea di credito ed aprire anche una "strada orientale", in caso venisse a mancare il supporto necessario da parte dei partners occidentali.









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