Russia: Putin respinge le accuse di brogli

12/12/2011 — Europa

redazione


Il premier russo Vladimir Putin, candidato alle prossime elezioni presidenziali che si terranno nel marzo 2012, respinge al mittente le accuse di brogli elettorali.
Tramite il suo portavoce fa sapere che il numero di schede potenzialmente dubbie ammonterebbe a uno scarso 0,5% del totale e che, dunque, i risultati dello scrutinio non possono in alcun modo venir alterati nella sostanza da una quantità così esigua di voti incerti.
A seguito dell'ufficializzazione dei risultati della tornata elettorale, si sono svolte in molte località del Paese, vaste manifestazioni di protesta organizzate dalle opposizioni che accusano l'establishment al potere e, segnatamente il partito del premier e del presidente Medvedev, Russia Unita, di aver manipolato i numeri reali che sarebbero usciti dalle urne.
Boris Nemtsov, ex vice primo ministro e leader di quel Partito liberale escluso dalla partecipazione al voto per presunte irregolarità, ha comunque tenuto a sottolineare come le manifestazioni del 10 dicembre abbiano comunque rappresentato un forte segno di discontinuità rispetto al precedente sentimento di rassegnazione che sembrava aver congelato l'opinione pubblica russa, soprattutto di coloro che vorrebbero vedere un cambio ai vertici del Cremlino dopo un decennio di dominio del tandem Putin-Medvedev che, peraltro, in conseguenza delle riforme costituzionali recentemente adottate grazie alla maggioranza assoluta che deteneva alla Duma la loro formazione, potrebbe restare in sella fino al 2024.
Le proteste contro i presunti brogli sono proseguite anche ieri in varie città russe, mentre oggi un corteo di 25mila persone ha sfilato sotto il Cremlino, manifestando il proprio sostegno ai leader usciti vincitori (anche se non più, seppur di poco, con la maggioranza assoluta).









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