L'ondata di proteste che ha infiammato la Romania nelle ultime settimane, causata dalle misure di austerità imposte al Paese dal Fondo monetario internazionale e dalla Banca mondiale, ha provocato una crisi politica che ha portato alle dimissioni odierne del premier Emil Boc.
Boc ha dichiarato di non avere interesse a rimanere al potere, mentre è fondamentale per il Paese uscire dalla crisi politica per rafforzare la stabilità economica.
Il premier guidava un esecutivo di centrodestra dopo la vittoria elettorale del 2008 ed esce di scena dopo aver comunque raggiunto alcuni importanti obiettivi di crescita. La Romania nel 2011, dopo due anni di calo, ha fatto registrare una crescita del 2,5%, uno dei risultati migliori fra i Ventisette dell'Unione Europea.
A spingerlo alle dimissioni, per sbloccare la crisi politica, sarebbero stati anche numerosi rappresentanti del suo stesso Partito democratico-liberale (Pdl) che, stando a quanto riporta l'agenzia di stampa rumena Mediafax, avrebbero esercitato molte pressioni in tal senso.
Le principali formazioni dell'opposizione, il Partito nazional liberale e Partito social democratico, chiedono ora che si faccia ricorso ad elezioni anticipate.
Frattanto la presidenza del Consiglio ha diramato un comunicato dal quale si apprende la nomina, in qualità di premier ad interim, di Catalin Marin Predoiu, nell'attesa di proporre un nuovo nome al parlamento. Fra i favoriti a succedere a Boc vi sarebbe l'ex ministro degli Esteri Mihai Razvan Ungureanu, spalleggiato dal capo di Stato. il presidente Basescu, che i manifestanti accusano di eccessivo autoritarismo.