Il 29 ottobre scorso è avvenuta la stipula del contratto in oggetto. Mosca e Varsavia hanno peraltro accolto le richieste dell’Ue in merito alle garanzie di accesso al gasdotto per tutti gli operatori. Con il nuovo accordo la Polonia si assicura le forniture di gas fino al 2022 e con un notevole incremento della quantità: gli attuali 7,5 miliardi di metri cubi di gas all’anno diventano infatti 10 miliardi di metri cubi.

Analisi
Alla fine di gennaio il governo polacco ha approvato un nuovo accordo tra Polish Oil and Gas Company (Pgnig) e la russa Gazprom, di proprietà statale. Un ’appendice al contratto assicura un incremento a lungo termine sulla fornitura fino al 2037, fino a un massimo di 10,2 miliardi di metri cubici all’anno. Questo per la P olonia costituisce una priorità fin da quando, lo scorso anno, ha perso la fornitura di RosUkrEnergo in seguito alla controversia tra Russia e Ucraina. Una questione pressante, se si considera che, in base all’attuale contratto, entrola fine di ottobre la Polonia avrà esaurito la fornitura di gas. La Russia è il più grande fornitore di gas della Polonia, coprendone il 60% del fabbisogno.

I termini dell’accordo sul gas
A Mosca si sono tenuti i colloqui alla presenza dell’Ue. La Commissione Europea e il ministero dell’Economia polacco hanno affermato di essere soddisfatti dei passi compiuti, che dovrebbero portare a risoluzione le preoccupazioni espresse all’inizio del mese dal commissario Ue per l’Energia Guenther Oettinger.
. Monopolio dei gasdotti. L’Ue obietta che il gasdotto Yamal, che porta il gas dalla Russia alla Polonia e all’Europa occidentale, è di pr oprietà di una joint venture di Pgnig e Gazprom ed è gestito da E uR oP ol G az, di cui le due compagnie energetiche possiedono il 96%. Le norme Ue pr ev edono che sia un ’azienda in dipendente a gestire il gasdotto per facilitare l’ingresso di altri utenti e quindi aumentare la competizione. EuRoPol Gazha presentato una domanda dell’ultima ora all’Ufficio per la regolamentazione dell’energia per nominare la Gz System, di proprietà statale, quale operatore.
. Quote di transito. L’Ue ha criticato la Polonia anche per avere concordato con Gazprom quote di transito vantaggiose. La parte russa teme che tali quote possano aumentare, il che porterebbe a un grosso dispendio, considerato che Gazprom utilizza Yamal per esportare 27 miliardi di metri cubici di gas all’anno in Germania.
. Le ragioni della Russia. Da principio Gazprom ha detto che non avrebbe accettato cambiamenti al contratto. Se Gaz System è diventato l’operatore esterno del gasdotto, i russi non vogliono che esso abbia un ruolo “tecnico”, compresa la gestione dell’accesso al gasdotto, il che è invece quanto richiesto dall’Ue.
. Problemi legali: Gazprom sottolinea che Yamal è stato costruito anni prima del varo delle norme Ue sulla liberalizzazione del mercato del gas, che la Russia non è un membro Ue e che non deve sottostare alle normative Ue. Ma l’Ue richiede l’applicazione di queste norme negli Stati membri attraversati dal gasdotto.

Altre questioni energetiche
I problemi relativi al contratto del gas sono emersi mentr e il governo polacco affrontava altre controversie derivanti sia dalla ricer ca di fonti ener getiche alterna tive, sia dalle tensioni tra obiettivi fiscali a br ev e termine e necessità del mer cato energetico:
1. Un terminal per il gas naturale liquefatto
L’aumento delle forniture dalla Russia è stato criticato poiché, a partire dal 2014, la Polonia avrà un nuovo terminal a S winoujscie, sul Mar Baltico, per il gas naturale liquefatto. Tuttavia, finora il porto ha assicur ato solamente 1,5 miliar di di metri cubici l’anno di gas naturale liquefatto pr o v eniente dal Qatar , su una capa cità totale programmata di 5 miliardi di metri cubici l’anno, che soddisferebbe un terzo della domanda nazionale. Il porto
verrà a costare 3 miliardi di zloty (1 miliardo di dollari), più altri 5 miliardi di zloty per il gasdotto . Il suo ruolo nella diversificazione dell’approvvigionamento del gas sarà contenuto, e le impor tazioni dipen deranno dai prezzi del gas naturale liquefatto, ma esso do vr ebbe metter e la P olo nia in una posizione di maggiore forza nel negoziare i prezzi con altri fornitori.
2. L’acquisizione di Pge
Nel tentativo di iversificare le fonti di energia, il governo polacco sta valutando già da tempo un eventuale ricorso all’energia nucleare. Una proposta prevede la costruzione di un impianto nuclearecongiuntamente alla Lituania. In vista di tutto questo, il governo ha recentemente approvato l’acquisizione di una compagnia energetica di proprietà statale, Energa, da parte di un’altra, la Polish Energy Group (Pge).
. La performance di Pge. Per acquisire Energa, l’azienda spenderà 7,5 miliardi di zloty, cifra considerevolmente più alta di quella di un offerente ceco. Il governo sostiene che una più forte Pges sarà in grado di ottenere maggiori prestiti. Tuttavia tra le possibili conseguenze vi sono inconvenienti per i consumatori, oltre l’aumento dei prezzi.
. Difficoltà antimonopolio. La transazione è stata criticata perché contravverrebbe alla legislazione polacca antimonopolio, e in quanto tale sarà oggetto di indagine da parte dell’Ufficio polacco per la concorrenza e protezione del consumatore (Uokik). Il governo spera di convincere l’organo di controllo che l’acquisizione è essenziale per la sicurezza energetica della Polonia. Ma prima che i fondi possano essere spostati al Tesoro sarà necessario aspettare la decisione dell’Uokiks. Inv ece che compiere questo passo così controverso, il governo avrebbe potuto semplicemente decider e la fusione di Pge con Energa, senza che Pge spendesse neppur e uno zloty; unico scopo del l’operazione sembrerebbe la volontà di stornare fondi dal settore energetico a sostegno del bilancio.
3. Fonti di gas alternative
Durante la campagna elettorale presidenziale di giugno, Jaroslaw Kaczynski, leader di Diritto e Giustizia, il principale partito d’opposizione, ha esortato a sfruttare i giacimenti – presumibilmente ricchi – di gas di scisto della Polonia. Questo genere di gas è già ampiamente usato negli Stati Uniti, ma essendo i depositi a notevole profondità, la sua estrazione risulta molto costosa. Kaczynski ha dichiarato che avrebbe “liberato” la Polonia dalla dipendenza della fornitura russa. Ma intanto i problemi relativi a questa fonte di gas restano più d’uno:
. Un esempio fuorviante. Le compagnie statunitensi hanno in programma di cercare gas di scisto in territorio polacco. Malgrado il loro ottimismo, la reale entità dei giacimenti non è nota; le stime variano dai tre ai quattro miliardi di metri cubici. Gran parte del gas naturale statunitense “non convenzionale” è sotto forma di tight gas (gas intrappolato in rocce insolitamente impermeabili o in sabbia di debole porosità) o di gas metano estratto dagli strati di carbone presenti nel sottosuolo, che in Polonia potrebbe anche essere scarso.
. Costi. Negli Stati Uniti, il processo di estrazione si è dimostrato molto dispendioso, rivelandosi remunerativo solo grazie a economie di scala e all’aumento del prezzo del gas a livello globale. In Polonia i costi di prospezione ed estrazione sono stimati in 10 miliardi di zloty. Le compagnie polacche non possono contare sugli aiuti di governo ricevuti dalle loro controparti statunitensi. Inoltre gli Stati Uniti possiedono più di mille impianti di estrazione, mentre in tutta Europa ne esistono meno di cento.
. Ambiente. Lo sfruttamento del gas di scisto ha effetti estremamente dannosi sull’ambiente. Uno dei problemi è l’emissione di metano, di gran lunga più deleterio rispetto, per esempio, all’anidride carbonica. Il processo porta alla contaminazione delle falde acquifere e lascia il terreno disseminato di crateri. È molto probabile che gli Stati Uniti si opporranno all’estrazione del gas di scisto.

Una penuria di gas?
Il 23 settembre, il vice primo ministro polacco Waldemar Pawlak ha difeso il contratto del gas con la Russia davanti al Sejm (la Camera bassa del parlamento). Ha affermato che l’Europa avrebbe fatto in tempo a congelare prima che la Polonia notasse anche solo la minima riduzione nella fornitura del gas. In questo c’è del vero: mentre il gasdotto Yamal porta gas all’Europa occidentale, una crisi del gas simile alla disputa russo-ucraina del gennaio 2009 porterebbe a conseguenze dannose per gli Stati membri dell’Ue e sarebbe quindi evitata. Ciò malgrado, nell’interesse del consolidamento della sicurezza della fornitura, un consenso a lungo termine con Mosca in materia di gas resta un obiettivo sensato per l’Ue.

Conclusioni
A detta dei partecipanti, i negoziati sono stati costruttivi e stanno per con -
cludersi con la soddisfazione delle parti. P ersino nell’ipotesi più pessimistica, la Polonia non dovrebbe andare incontro a una penuria di gas perché si potrebbe raggiungere un accordo a breve termine.


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