Nuove sanzioni all’Iran

25/11/2011 — Approfondimenti

UniCredit-Political Studies


Alle crescenti preoccupazioni su un possibile programma di armamento nucleare iraniano derivate dall’ultimo rapporto dell’AIEA (che ha messo in chiaro di avere prove credibili che l'Iran stia perseguendo attività rilevanti per lo sviluppo di un nucleare ordigno esplosivo), hanno risposto per ora Inghilterra, Stati Uniti e Canada che, dinnanzi al fronte comune russo-cinese contrario a nuove sanzioni da adottare in seno alle Nazioni Unite, hanno annunciato il 21 novembre una nuova serie di sanzioni unilaterali, nel tentativo di applicare una maggiore pressione su Teheran.

§ La risposta più forte è pervenuta dall’Inghilterra (seguita pochi giorni dopo dal Canada) che ha deciso di bloccare tutte le relazioni finanziarie con le banche iraniane –inclusa la Banca Centrale del Paese (è la prima volta che l’Inghilterra utilizza questa leva riconosciutale dall’Atto di Contro-terrorismo del 2008).

§ Gli Usa si hanno vietato alle società statunitensi di fornire beni, servizi e tecnologia a supporto dell'industria petrolchimica iraniana per un valore di oltre $1 milione per singola transazione o $ 5 milioni per vendite che si dipanino nell'arco di 12 mesi; identificato per la prima volta l'intero settore bancario iraniano come una minaccia per altri Governi e Istituzioni e sanzionato 11 entità individuali e sociali a causa del loro presunto ruolo nell'assistenza del programma nucleare iraniano.

Sul fronte europeo, la Francia, sostiene nuove sanzioni su una scala senza precedenti per convincere l'Iran al fatto che debba negoziare, proponendo pertanto all'Unione Europea e ai suoi Stati membri, agli Stati Uniti, al Giappone, al Canada e ad altre nazioni ben disposte di prendere la decisione di congelare immediatamente il patrimonio della Banca centrale iraniana e di procedere all’embargo sulle esportazioni di petrolio iraniano.

L’UE per ora ha solo ampliato di circa 200 nomi la propria lista di entità ed individui sanzionati. Le imprese europee non potranno dunque fare affari con quelle società, mentre i funzionari iraniani saranno soggetti a congelamento dei beni e sarà loro negato il visto d’ingresso. La lista può essere modificata durante ulteriori discussioni e l'elenco definitivo dei nomi sarà reso pubblico dopo l'approvazione formale che dovrebbe essere data nel corso della riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione che si terrà il primo di dicembre.









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