Gli insorti hanno iniziato l’operazione Alba della sposa del mare: con questo appellativo ci si riferisce alla capitale libica Tripoli e dunque l’azione, nelle intenzioni dei ribelli dovrebbe portare alla liberazione della città. Secondo fonti dei rivoltosi, entro la fine del mese sacro del digiuno, il Ramadan, che si conclude il prossimo 29 agosto.
Intanto però i ribelli arretrano da Brega, importante polo petrolifero nella Libia orientale: dopo aver annunciato nella notte di aver preso possesso della zona industriale prima e di tutta la città poi, gli insorti sono stati respinti da intensi bombardamenti lanciati dalle forze leali a Gheddafi. Questo stando a quanto riferito dal portavoce militare dei ribelli stessi, il colonnello Omar Bani.
E mentre si sono registrati scontri fra forze di sicurezza tunisine e gruppi di armati libici nella regione sudoccidentale di Douz, in Tunisia, proprio nel Paese confinante con la Libia si è inizialmente rifugiato, proveniente da Zenten (a sudovest di Tripoli) Abdel Jalloud – membro del Consiglio della rivoluzione libica e un tempo fedele braccio destro del raìs – per poi ripartire verso l’Italia. Il nostro Paese rappresenterebbe però solo una tappa di transito per l’ex fedelissimo del Colonnello.
Intanto un sito internet, Tripoli Post, riferisce che gli insorti avrebbero preso il controllo dell’aeroporto internazionale della capitale libica, ma la notizia non ha ancora conferme ufficiali. Secondo il sito che a sua volta riprende notizie diffuse da una radio di Misurata, Libya Hurra (Libia libera), un folto gruppo di ribelli starebbe avanzando verso il centro di Tripoli, con l’obiettivo di prendere possesso della sede della televisione di Stato.
E al contrario di quanto più volte e da diverse fonti annunciato nei giorni scorsi, Gheddafi non avrebbe alcuna intenzione di fuggire all’estero. Secondo quanto riportato dalla Cnn, che cita fonti dell’amministrazione Usa e anche dichiarazioni rivolte direttamente all’emittente americana dal viceministro degli Esteri libico, Khaled Kaim, il raìs non pensa all’esilio volontario, ma anzi starebbe progettando una resistenza a oltranza, che potrebbe prevedere anche il sacrificio di molti civili.
Dunque, mentre si intensificano anche le incursioni della Nato, a sostegno dei progressi sul terreno da parte delle forze rivoluzionarie, il Colonnello e la sua famiglia si preparano alla battaglia finale. E se alcuni osservatori prevedono e temono un bagno di sangue, dono in molti a credere probabile che nel momento in cui i ribelli dovessero entrare nella capitale, i tripolini in gran parte si schiereranno dalla loro parte.
E mentre parte della popolazione della capitale ha lasciato o sta lasciando la città in queste ultime ore, chi resta attende l’evoluzione degli eventi.