Un colpo alla testa avrebbe ucciso l'ex raìs libico, il Colonnello Gheddafi.
La morte del dittatore sarebbe avvenuta a seguito di una sparatoria a Sirte, dove si nascondeva, durante la sua cattura da parte degli insorti che hanno, ormai, conquistato quella che rimaneva come l'ultima roccaforte dei fedelissimi del regime.
Il Consiglio nazionale di transizione (Cnt), l'organo politico che rappresenta i ribelli libici, ha confermato l'uccisione di Gheddafi. La notizia è stata diffusa da Al Jazira, emittente panaraba che ha citato proprie fonti. Anche Lybia Tv ha confermato che il rais sarebbe morto per un colpo alla testa, mente secondo alcuni insorti, al momento della cattura, avrebbe gridato: "Non sparate!" ai combattenti che ne avevano scovato il rifugio.
Sempre secondo l'emittente libica sono stati tratti in arresto il figlio di Gheddafi, Mutassim, e il capo di quelli che furono i servizi segreti del regime, il temuto Abdallah Senoussi.
Il Cnt ha annunciato la conquista delle ultime posizioni tenute a Sirte dai lealisti. Il colonnello Yunus Al Abdali ha precisato che le forze militari degli insorti stanno dando la caccia agli ultimi lealisti che stanno fuggendo da Sirte.
In città sono stati inoltre presi l'ex ministro dell'Istruzione del regime, Ahmed Ibrahim, e un consigliere di Mutassim Gheddafi.
Le notizie relative alla morte del colonnello sono state ovviamente accolte dalla gente con tripudio: migliaia di libici si sono riversati sulle strade per festeggiare.
Il corpo di Gheddafi si trova, secondo quanto riportato da Al Jazira, all'interno della moschea di Misurata, la città martire per eccellenza della guerra che ha insanguinato la Libia negli ultimi mesi.
Il convoglio sul quale viaggiava Gheddafi nel tentativo di fuggire da Sirte è stato colpito da aerei della Nato: questo particolare lo riferisce un esponente del Cnt, Abdel Majid.
Attesa nelle prossime ore una possibile riunione, a livello di rappresentanti permanenti, del Consiglio Atlantico, per fare il punto sulla missione in Libia e la possibile fine delle operazioni.
Frattanto il premier del Consiglio nazionale di transizione, Mahmoud Jibril, ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma che è tempo per i libici di costruire una Libia nuova e unita.