Dopo alcune settimane di stallo nel conflitto, stamattina l’esercito dei ribelli ha lanciato un’offensiva contro le forze fedeli a Gheddafi aquartierate nel villaggio di Goualish, a una cinquantina di chilometri a sud di Tripoli.
Un membro del comitato rivoluzionario di Zintan, sud della capitale, ha dichiarato che l’attacco era stato già programmato, ma che gli insorti attendevano il disco verde della Nato per prendere il controllo di Goualish. Il confronto è durato all’incirca sei ore, secondo quanto riferito da un corrispondente dell’agenzia Reuters, che si trovava sul posto.
I ribelli venivano dal Djebel Nefoussa, un massiccio montagnoso al confine con la Tunisia, e hanno attaccato all’inizio della giornata questo punto strategico che porta a Garian, città situata sulla strada che va a nord verso Tripoli.
Frattanto alcuni velivoli della coalizione internazionale sotto comando Nato sorvolavano la zona, monitorandola, ma senza effettuare bombardamenti.
Già domenica gli insorti avevano annunciato di voler riprendere alcune postazioni strategiche perdute, con una duplice offensiva, al fine di avvicinarsi sempre di più alla capitale.
Il portavoce dei ribelli, Ahmed Omar Bani, aveva dichiarato che i suoi avevano intenzione di spostare la linea del fronte sempre più a nord, in direzione di Tripoli.
In tal modo le forze che si oppongono all’esercito lealista tentano di conquistare e far saltare due blocchi strategici fondamentali per la difesa della zona della capitale: in primo luogo, Bir al Ghanam, un crocevia a cinquanta chilometri dalla capitale, che permetterebbe loro di avanzare fino ad avere la città a portata di cannone; quindi resterebbe la cittadina di Gharyane, dove si trovano le guarnigioni che difendono Tripoli.
Allo stesso tempo la Nato ha riferito di aver attaccato con successo e dunque distrutto con dei bombardamenti mirati una cinquantina di obiettivi militari, situati nell’ovest del Paese, tra le montagne del Djebel Nefoussa e la città di Misurata. Su quello stesso massiccio al confine con la Tunisia alcuni velivoli francesi hanno di recente paracadutato delle armi destinate alle forze armate degli insorti. Ma poi i transalpini hanno fatto marcia indietro, dichiarando che non avverranno più lanci e consegne di armi ai ribelli, dal momento che quest’iniziativa ha suscitato malumori all’interno della coalizione internazionale, in particolare da parte degli inglesi, nonché la decisa contrarietà dei russi, già in disaccordo sull’intervento militare in Libia.