Libia: i ribelli lottano per il controllo di Brega

18/07/2011 — News

redazione


Aspri combattimenti si registrano nelle ultime ore, fra truppe del fronte degli insorti ed esercito lealista, per il controllo del porto petrolifero di Brega.
Dopo quattro giorni di offensiva per la conquista di questo centro strategico per il prosieguo del conflitto, gli insorti sono riusciti ad abbattere i sistemi difensivi approntati dalle forze fedeli a Gheddafi e sono entrati in città, portando i combattimenti per le strade del centro, raggiungendo la zona residenziale, pur senza ottenere ancora il controllo totale della località.
Dieci guerriglieri ribelli sono morti e più di 170 risultano feriti, mentre alcune fonti riferiscono di almeno quattro uomini dell’esercito governativo in mano agli insorti.
Frattanto l’emittente televisiva di Stato ha riportato la notizia un attacco nemico nel distretto di Tajoura, a est della capitale libica, avvenuto nelle prime ore della giornata di ieri. L’operazione è stata confermata dalla Nato, che ha precisato in un comunicato di aver preso di mira un deposito militare che conteneva, secondo informazioni di intelligence, differenti tipi di armamenti e mezzi pesanti.
Nelle montagne delle regioni occidentali del Paese i ribelli stanno cercando di aprirsi un varco per proseguire il cammino verso Tripoli. Nella zona si sono pertanto intensificati gli scontri fra le due opposte fazioni in lotta, durante tutto il fine settimana.
Assordanti colpi di artiglieria incrociati si sono uditi nei pressi della località di Bir Ayad, a circa 15 km dal fronte di guerra, la città di Bir Ghanam.
Qui i ribelli controllano le alture che circondano la città, attualmente la posizione più avanzata dall’inizio della guerra, dal momento che si tratta di una località sita a poco meno di 80 km da Tripoli, l’obiettivo finale.
Il prossimo target delle forze che si oppongono al rais è la cittadina di Garyan, dalla quale è possibile accedere all’autostrada che conduce alla capitale.
L’offensiva degli insorti deve però fare i conti con alcuni problemi legati alle divisioni interne che in parte lacerano la compattezza del fronte ribelle, ma anche con una certa indisciplina dei combattenti e una preoccupante carenza di munizioni.












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