Israele: non si placano le polemiche per i palestinesi rilasciati

19/10/2011 — Asia

redazione


Il soldato Shalit è tornato a casa, ha potuto riabbracciare la sua famiglia dopo oltre cinque anni trascorsi da sequestrato nelle mani dei palestinesi di Hamas. Ora che lo scambio con alcune centinaia di detenuti palestinesi è avvenuto (e proseguirà nei prossimi mesi fino a raggiungere i 1027 reclusi rilasciati dalle carceri israeliane), non si placano però le polemiche, alimentate soprattutto e comprensibilmente dai familiari delle vittime di quelli fra di essi che si sono macchiati di atti di terrorismo negli anni passati. Una famiglia di coloni di Ytzhar, nei pressi di Nablus, ha addirittura offerto una taglia di 100mila dollari a chi catturerà i due palestinesi responsabili dell'uccisione del loro figlio, avvenuta 13 anni fa. Nello scambio di prigionieri uno dei due è stato espulso in Turchia, l'altro a Gaza. E dunque, se lo stesso Shalit, al momento di riabbracciare i suoi, ha espresso l'auspicio che i detenuti liberati, una volta tornati anche loro alle proprie case, rinuncino alla lotta armata, sono in molti in Israele a non aver digerito quella che giudicano una sproporzione numerica fra la quantità di prigionieri palestinesi per i quali si sono aperte le porte del carcere e il singolo soldato israeliano riportato in patria. Anche gli Stati Uniti hanno espresso perplessità nei confronti dell'operazione, in relazione al fatto che alcuni dei detenuti per crimini di stampo terroristico che hanno ritrovato la libertà, sono responsabili dell'uccisione di cittadini americani. Comunque Shalit è stato accolto – dopo la liberazione dalla sua prigione nella Striscia di gaza e l'intermedio passaggio in Egitto – nel suo villaggio in Galilea, dal premier Netanyahu e dal ministro della Difesa Barak, nonché dai suoi concittadini che avevano imbandierato a festa le strade del paese. Nel frattempo anche a Gaza e a Ramallah la gente ha festeggiato il ritorno a casa delle centinaia di uomini rilasciati dalle carceri di Israele. A Gaza il tripudio popolare è stato sottolineato dalle dichiarazioni di Hamas, che propaganda l'intera operazione come "una vittoria sul nemico sionista". A Ramallah è stato il presidente dell'Anp, Abu Mazen, ad accogliere i palestinesi rilasciati.









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