Iraq: attentati a Baghdad

22/12/2011 — Asia

redazione


Una sequela di attentati dinamitardi ha colpito stamattina la capitale irachena, provocando un impressionante numero di vittime: il bilancio, al momento si attesta su 63 morti e 180 feriti.
Colpiti vari quartieri di Baghdad, sia a prevalenza sunnita che sciita, segno che chi ha messo in opera questi gravissimi atti terroristici cerca di destabilizzare il più possibile il Paese, all'indomani del completamento del ritiro delle truppe americane dall'Iraq.
Il difficile equilibrio istituzionale e governativo fra sciiti e sunniti è già notevolmente precario e proprio in questi ultimi giorni si è intensificato il livello dello scontro politico.
Il premier (sciita) Al Maliki ha chiesto al parlamento di ritirare la fiducia al suo vice (sunnita), al Mutlaq, che lo aveva a sua volta accusato di essere un dittatore peggiore di Saddam.
Mentre nei confronti del vicepresidente iracheno Tareq al Hashemi (sempre sunnita) è stato spiccato un mandato di arresto, nell'ambito di un'inchiesta in corso su atti di terrorismo.
Il partito sunnita Iraqyia, cui appartengono dunque sia il vicepremier che il vicepresidente, ha ritirato i suoi deputati dai lavori parlamentari e i suoi ministri dalle riunioni del gabinetto di unità nazionale, in segno di protesta contro i provvedimenti attuati nei confronti dei propri rappresentanti.
Frattanto, ancora nessuna rivendicazione ha permesso di attribuire a un gruppo specifico la responsabilità degli attentati odierni.









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