Stati Uniti e Unione Europea hanno annunciato il varo di pacchetti contenenti nuove e più pesanti sanzioni a carico dell'Iran, che andranno a colpire il settore energetico e bancario del regime di Teheran.
Prima il segretario del Tesoro Usa Geitner, quindi il segretario di Stato Hillary Clinton e infine lo stesso presidente Obama hanno affermato in note ufficiale che l'Iran ha ignorato ogni appello alla collaborazione rivoltogli dalla comunità internazionale e ormai rappresenta una minaccia alla pace del mondo.
Il rapporto dell'Agenzia atomica (Aiea) non solo non ha fugato i dubbi sulla reale natura del progetto nucleare di Teheran, ma anzi ha accentuato le ombre che su di esso gravano da tempo.
Dunque, se gli Stati Uniti vogliono bloccare banche e petrolio iraniano con sanzioni economiche dettagliate, che scatteranno per transazioni singole oltre i 250mila dollari e sommate se superano il milione di dollari nell'arco di un anno, perseguendo persone fisiche e aziende che in qualunque modo aiutino il processo di proliferazione del settore petrolifero e petrolchimico della repubblica islamica, l'Unione Europea ha raggiunto oggi un accordo fra i 27 Stati membri per estendere le sanzioni già approvate ad altri 190 nomi, tra personalità del regime, aziende ed entità economiche legate al settore petrolifero, con conseguente congelamento dei beni e blocco dei visti d'ingresso. Questo nuovo pacchetto di sanzioni verrà approvato nel corso del prossimo vertice dei ministri degli Esteri Ue, in programma il prossimo primo dicembre.
Prevedibilmente l'annuncio da parte di Usa e Ue relativo all'inasprimento delle misure contro Teheran è stato ricevuto dai diretti interessati con sdegnata indifferenza. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Ramin Mehmanparast, ha detto che le sanzioni non sortiranno alcun effetto, saranno del tutto inutili e, ha aggiunto, vengono condannate dal popolo.
Anche la Russia, storico alleato dell'Iran, giudica le sanzioni inaccettabili e contrarie al diritto internazionale.