Iran: nuove sanzioni decise dall'Unione Europea

01/12/2011 — Asia

redazione


L'Unione Europea ha adottato un nuovo pacchetto di sanzioni contro il regime di Teheran, nel tentativo di mettere ulteriormente sotto pressione la repubblica islamica e porre fine al suo pericoloso programma nucleare.
Le misure elaborate dall'Ue riguardano ben 143 società e organizzazioni iraniane, di cui sono stati congelati i beni, e 37 persone fisiche, cui sono stati annullati i visti per viaggiare verso i Paesi membri dell'unione.
Ma non sono state adottate misure riguardanti il settore petrolifero, l'autentica risorsa su cui si basa l'economia iraniana.
L'embargo petrolifero è stato rinviato anche in considerazione del danno che esso provocherebbe ad alcuni dei Paesi membri dell'Unione, che importano parte del proprio fabbisogno di oro nero dall'Iran.
L'attrito tra l'Ue e Teheran si è ulteriormente acuito a seguito dell'assalto compiuto nella capitale iraniana martedì contro l'ambasciata britannica ad opera di alcune centinaia di studenti fondamentalisti che hanno compiuto devastazioni all'interno del compound che ospita la sede diplomatica.
Al vertice dei ministri degli Esteri Ue, che si è tenuto quest'oggi a Bruxelles, il capo del Foreign Office, William Hague, ha chiesto ai colleghi europei di inasprire le pressioni su Teheran, rafforzando l'isolamento del regime, colpendone il cuore finanziario.
E se altri omologhi europei di Hague si sono detti d'accordo con il capo della diplomazia britannica, il fatto che alla fine si sia deciso di non adottare sanzioni che possano avere serie ripercussioni sulla Banca centrale iraniana o sul settore petrolifero dimostra quanto sia complesso giungere a decisioni drastiche condivise in ambito comunitario.
I ministri hanno concordato di analizzare più approfonditamente, anche con altri alleati internazionali, l'imposizione di nuove misure sanzionatorie riguardanti i settori finananziario, energetico e dei trasporti dell'Iran. L'adozione di tali misure è comunque rinviata al prossimo consiglio dei ministri degli Esteri, in programma a fine gennaio.









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