Il presidente del Comitato nazionale di transizione libico ha annunciato ieri sera la morte del generale Abdel Fatah Younes, nominato comandante dell’esercito degli insorti dopo che aveva abbandonato Gheddafi e l’entourage del regime, di cui pure era stato uno degli uomini forti negli anni passati, anzi, avendo rivestito il ruolo di ministro dell’Interno, sostanzialmente il numero due del rais di Tripoli. Aveva abbracciato la causa degli insorti giusto all’indomani dell’inizio delle proteste nel Paese, ricoprendo da allora incarichi di responsabilità all’interno del fronte degli oppositori del Colonnello.
Stando a quanto affermato dal leader del Cnt, Abdel Jalil, Younes sarebbe stato ucciso da degli assalitori dopo che era stato convocato a Bengasi di fronte a una commissione giudiziaria.
È stato poi tratto in arresto il capo del gruppo armato, responsabile della missione omicida.
Erano peraltro circolate in giornata alcune voci non confermate secondo le quali il generale era stato arrestato a Bengasi. Stando a una fonte degli insorti Younes era stato richiamato in mattinata da Brega. Un responsabile del Comitato transitorio ha confermato che il generale si trovava nella roccaforte dei ribelli, giuntovi dal fronte lamentando la situazione sul piano bellico, mentre alcuni membri del Cnt tentavano di convincerlo a fare ritorno sul teatro di guerra.