Iran: oggi le elezioni parlamentari con il rischio astensione

02/03/2012 — Asia

redazione


Si tengono oggi in Iran le elezioni per il rinnovo del parlamento. I seggi aperti dalle prime ore del mattino chiuderanno alle sei del pomeriggio, ora locale, anche se è invalsa l'abitudine di prorogare il termine anche di un paio d'ore, come accadde durante le votazioni per le consultazioni presidenziali del 2009.
Quasi 3500 sono i candidati presenti nelle liste che si contenderanno i 290 seggi dell'assemblea legislativa.
Ma il tema principale di questo turno elettorale riguarda la partecipazione al voto da parte dei cittadini. Secondo l'agenzia Fars (legata ai Pasdaran) le previsioni di affluenza alle urne si aggirano intorno al 65,5%. Una percentuale inferiore al 60% sarebbe considerata una débacle per il regime, che proprio nella partecipazione al voto cerca una legittimazione al proprio potere assoluto. I sostenitori del principale partito di opposizione, il Movimento Verde, hanno deciso di boicottare le elezioni, dal momento che i due leader Moussavi e Karroubi sono ancora agli arresti domiciliari, dopo l'ondata di proteste seguita alle discusse presidenziali di tre anni fa, che videro l'affermazione di Ahmadinejad, accusato di aver inquinato il voto con evidenti brogli. La repressione all'epoca fu estremamente decisa e brutale.
Ma pur ravvisando la necessità di ottenere una massiccia partecipazione al voto che, appunto, garantisse sostegno popolare al regime, questo ha temuto che una campagna elettorale troppo vivace potesse far esplodere nuove manifestazioni di protesta.
Quindi, solo negli ultimi giorni i media locali hanno diffuso messaggi chiari che invitavano i cittadini a recarsi alle urne, ventilando anche il pericolo di attacchi esterni all'Iran, qualora la partecipazione al voto non fosse stata significativa, perché questo dato avrebbe indebolito il Paese. L'emittente Press TV, organo di propaganda del regime in lingua inglese, ha assicurato che gli Usa temono che gli iraniani si rechino in massa a votare, mentre nella capitale Teheran sono comparsi un po' ovunque manifesti con un inquietante e minaccioso messaggio che recita: "Se vota meno della metà degli elettori, gli Stati Uniti potrebbero attaccare con facilità l'Iran".
C'è da dire che comunque molti cittadini si recano alle urne per evitare guai con gli organi di regime e le autorità, primi fra tutti funzionari pubblici e studenti. Ad ogni votazione viene apposto un timbro su una sorta di registro familiare, quindi il mancato assolvimento del diritto/dovere di voto può creare problemi.
Dunque non è detto che chi vota lo fa necessariamente come forma di sostegno al regime.









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