Le prime elezioni dell'era post Mubarak segnano, come previsto, una netta affermazione delle formazioni di matrice islamica, primo fra tutti il partito legato ai Fratelli Musulmani, Libertà e Giustizia.
Quest'ultimo ha raccolto il 36,62% dei consensi che, sommati al 24,36% di Al Nour (lista che rappresenta i salafiti) e al 4,27% di Wassat (islamici moderati), porta la percentuale delle formazioni di ispirazione religiosa ad oltre il 65%.
Questi sono i dati ufficiali annunciati dal presidente della commissione elettorale, Yussri Abdel Karim, che segnano, in questa prima fase dell'appuntamento elettorale, il primo del dopo Mubarak, una rottura decisiva con l'epoca del rais.
Si tratta dei voti scrutinati nella tornata organizzata in un terzo dei governatorati, e segnatamente nelle due città più grandi del Paese, Il Cairo e Alessandria, e caratterizzata da una importante partecipazione popolare (circa il 62& degli aventi diritto).
I perdenti di questo primo turno delle legislative egiziane sono i liberali che, divisi in sei liste, hanno racimolato un insoddisfacente 29,39% complessivo dei consensi.
Abdel Karim ha precisato che l'annuncio definitivo ufficiale della assegnazione dei seggi all'Assemblea del popolo (ovvero la Camera dei deputati) verrà dato solo al termine delle elezioni, il 10 gennaio prossimo, quando si sarà votato in tutte le province.
Quindi, dal 29 gennaio all'11 marzo si voterà per l'attribuzione dei seggi alla Camera alta, la Choura.