Egitto: si dimette il governo, proseguono gli scontri

22/11/2011 — News

redazione


Stamattina sono proseguiti gli scontri fra manifestanti e forze dell'ordine nella centrale piazza Tahrir, al Cairo, dopo che ieri la crisi che si è aperta a seguito degli incidenti ha provocato le dimissioni del governo guidato da Essam Sharaf.
Le dimissioni sono state accettate oggi dal Consiglio militare, come ha riferito all'emittente televisiva Al Hayat il presidente di Al Wassat, formazione politica composta da dissidenti dei Fratelli Musulmani.
I militari stessi hanno fissato la data delle elezioni presidenziali entro il 30 giugno 2012.
La giunta militare al potere dalla caduta di Mubarak sta tentando di arginare la protesta che monta di ora in ora, in vista delle elezioni per il rinnovo del parlamento egiziano, il cui primo turno è previsto a partire dal 28 novembre prossimo.
I militari hanno convocato d'urgenza le parti politiche, mentre dalla piazza giungeva l'annuncio di una grande marcia, cui dovrebbero partecipare un milione circa di dimostranti, che chiedono ai militari stessi di fare un passo indietro, temendo viceversa che vogliano inquinare il risultato della tornata elettorale per restare ben saldi al potere.
E se i Fratelli musulmani, la forza politica meglio organizzata e radicata territorialmente del Paese, hanno risposto positivamente all'invito della giunta a un incontro con le altre formazioni che si presenteranno alle elezioni, varie fonti indicano che i militari avanzeranno la proposta di un governo di transizione guidato dal liberale Mohamed El Baradei, tra i candidati alla presidenza e peraltro uno dei nomi che un comitato di giovani di piazza Tahrir e alcuni partiti indicano come membro di un consiglio presidenziale provvisorio che si vorrebbe far subentrare al potere, nell'immediato, alla stessa giunta militare.
I Fratelli musulmani hanno inoltre annunciato di non voler partecipare alla marcia di protesta convocata per oggi, al fine di non turbare ulteriormente il clima e ritenendo che l'iniziativa medesima non giovi al processo di transizione democratica in corso nel Paese.
Negli scontri che nel frattempo hanno continuato a verificarsi fra dimostranti e agenti si sono registrati altri feriti, fra cui alcuni verserebbero in gravi condizioni. Il personale medico intervenuto per assistere i manifestanti colpiti dalle forze di sicurezza hanno denunciato l'uso di lacrimogeni dall'effetto paralizzante, mentre il sindacato dei giornalisti egiziani ha presentato una denuncia alla magistratura contro l'ormai ex premier Sharaf e l'ex ministro degli Interni, nonché contro alcuni ufficiali di polizia, a causa del ferimento per mezzo di proiettili di gomma di alcuni cronisti presenti nella piazza, teatro degli scontri di questi ultimi giorni.
Viene riferito anche da testimoni fra i manifestanti l'utilizzo di mercenari armati di coltelli ed altre armi bianche, infiltrati nella folla e affiancati agli agenti di sicurezza, con il compito di fermare i dimostranti che tentavano di dirigersi da Tahrir Square verso il ministero degli Interni, situato nelle vicinanze.









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