La regione orientale della Turchia, nei pressi del lago di Van, è stata devastata da un sisma di magnitudo 7,2 della scala Richter, che ha causato numerosi crolli di edifici, sotto le cui macerie sono rimaste centinaia di vittime. Il bilancio, come sempre nelle prime ore che seguono cataclismi del genere, è provvisorio, ma già offre un'idea dell'apocalisse che si è scatenata in una zona più volte sconvolta da violenti terremoti, essendo attraversata da faglie pericolosamente instabili: gli ultimi dati parlano di 240 morti e 1300 feriti. Ma date le centinaia di dispersi che ancora mancano all'appello, c'è chi paventa un bilancio finale di migliaia di morti.
L'epicentro del sisma è stato localizzato a 17 chilometri da Van, città che conta circa 380mila abitanti, e nota soprattutto per l'omonimo lago, a sua volta famoso per i particolarissimi gatti bianchi che amano nuotare nelle sue acque.
Alla scossa principale hanno fatto seguito altre 70 di assestamento, anche di notevole intensità, diffondendo il panico fra gli abitanti di Van e della vicina Ercis, dove sono decine gli edifici crollati o fortemente danneggiati dallo spaventoso evento tellurico.
Secondo quanto riferito dalle autorità, l'esercito è stato attivato per portare soccorso alle zone colpite, mentre giungono offerte da aiuto da numerosi Paesi, fra cui l'Italia, gli Usa, la Cina, il Giappone e dalla Nato. Anche Israele, con cui i rapporti sono estremamente tesi da un punto di vista diplomatico, si è offerta di portare soccorso nella regione di Van, ma per ora sembra che il presidente turco Gul abbia declinato ogni proposta di collaborazione e non solo quella di Gerusalemme, ma anche le altre arrivate dal resto del mondo.
Frattanto, nella regione limitrofa di Hakkari, è in corso l'operazione di terra delle forze armate turche contro i ribelli curdi del Pkk, responsabili la settimana scorsa di una serie di attentati contro bersagli militari.