Thailandia: inondazioni, pericolo per Bangkok

21/10/2011 — Asia

redazione


Le inondazioni che stanno mettendo in ginocchio la Thailandia da mesi, dopo aver seminato morte e distruzione nelle regioni settentrionali del Paese, per poi riversare una inusitata massa d'acqua nelle pianure centrali, ora rischiano di affogare la capitale Bangkok.
La premier thailandese Yingluck Shinawatra ha ammesso che il governo è impotente di fronte a un evento naturale di questa portata e che appare impossibile frenare l'avanzata inesorabile delle acque. Il volume delle piogge monsoniche che si sono abbattute sul Paese ha raggiunto un livello record che non si registrava da oltre 50 anni.
La decisione di aprire alcune chiuse che regolano il deflusso delle acque nei canali che attraversano Bangkok potrebbe salvare alcuni quartieri centrali della città, dove si concentrano i distretti economici e le principali attività, nonché i monumenti più importanti, ma ciò comporterebbe viceversa l'inondazione di altre zone periferiche (i quartieri orientali in specie), peraltro già interessate da qualche giorno dall'invasione dell'acqua.
La premier, in carica da due mesi, si trova ad affrontare una crisi di portata epocale e già è stata fatta bersaglio di aspre critiche per come sta gestendo, assieme al suo Gabinetto, l'emergenza attuale e per averne occultato all'opinione pubblica la reale disastrosa portata.
Shinawatra ha precisato che le difficoltà nel tentativo di salvare quanto più possibile la capitale si riscontrano per il fatto che le acque stanno affluendo da ogni direzione e inoltre a causa della posizione della città, situata in basso, dove dunque l'acqua necessariamente confluisce, prima di riversarsi nell'oceano.
Negli ultimi tre mesi le inondazioni hanno lasciato sott'acqua 26 province del Nord e delle pianure centrali, causando la morte di almeno 320 persone e coinvolgendo quasi due milioni e mezzo di persone, provocando danni incalcolabili.
Mercoledì scorso le autorità municipali della capitale hanno ordinato una prima fase di evacuazione che ha riguardato un migliaio di cittadini le cui abitazioni sorgono in un quartiere dei sobborghi.
Bangkok conta circa 10 milioni di abitanti, il che dà già di per sé la misura della possibile catastrofe, qualora non si riuscisse a fermare l'avanzata dell'acqua verso il centro della città.
Il ministro della Giustizia, Pracha Phomok, nominato dal governo responsabile del centro per la gestione della crisi, ha dichiarato che il livello dell'acqua potrebbe nei prossimi giorni superare le dighe, rafforzate con centinaia di migliaia di sacchi di sabbia.
Il ministero del Lavoro ha diffuso intanto alcuni dati, da cui si evince che le inondazioni hanno lasciato senza lavoro 663mila lavoratori, mentre almeno 14mila fabbriche hanno temporaneamente fermato la propria attività.










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