Piattaforma Civica, la formazione politica del premier in carica Donald Tusk, ha vinto le elezioni polacche con il 39% dei consensi.
Il partito del primo ministro, di ispirazione liberale, dovrà allearsi presumibilmente con il Partito dei contadini (che ha ottenuto l'8,3% dei suffragi) per ottenere una pur risicata maggioranza parlamentare.
Le altre formazioni che hanno superato la soglia di sbarramento e che dunque otterranno seggi all'Assemblea nazionale sono il partito conservatore di Kaczynski, Diritto e Giustizia, che ha raccolto quasi il 30% dei voti, il Movimento radicale e anticlericale Palikot, con il 10% e l'Alleanza della sinistra democratica, che entra in parlamento con l'8,2% dei consensi.
Il leader di quest'ultimo partito, formazione erede del vecchio partito comunista, Napieralski, ha annunciato che lascerà la guida dell'Sld, che ha perso circa il 5% dei voti rispetto alla precedente consultazione elettorale.
Il premier uscente Tusk ha ottenuto dunque la fiducia dei polacchi, che lo confermano alla guida del Paese, in un momento in cui la Polonia si distingue nel generale panorama di depressione economica che caratterizza il resto dell'Europa. La crisi si manifesta solo nel dato della disoccupazione, cresciuta al 12%.
La sua rielezione comporta una sorta di normalizzazione della vita politica polacca, finora caratterizzata dallo stesso alternarsi al potere di forze politiche di segno opposto che ha marcato le elezioni dei Paesi dell'Europa occidentale.
Piattaforma Civica non ha cavalcato nessuno stereotipo antieuropeista, né ha sfruttato le antiche divisioni, retaggio del complesso passato comunista: ha semmai cercato di ottimizzare il più possibile le opportunità offerte al Paese dalla permanenza all'interno del consesso unitario europeo.
I fondi Ue sono stati utilizzati per intraprendere un vasto progetto di modernizzazione del Paes, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture e la riconversione dei modelli produttivi, in parte ancora legati alle formule di pianificazione di impianto sovietico.
Di certo Tusk ha rinfrescato l'immagine della Polonia, cancellando l'impronta fortemente nazionalista del governo precedente, allorché premier e presidente del Paese erano i due fratelli gemelli Kaczynski, Jaroslaw, ancora alla guida dell'opposizione conservatrice, e Lech, presidente in carica quando perì in un tragico incidente aereo in Russia, il 10 aprile 2010.