Grecia: vertice per studiare il nuovo piano di salvataggio

11/07/2011 — Europa

redazione


Oggi a Bruxelles si riuniscono le principali autorità economiche dell’Unione Europea, per elaborare il secondo piano di aiuti diretti alla Grecia, che sta vivendo un periodo di profonda crisi che, temono osservatori ed analisti, potrebbe contagiare altri Paesi compromettendo pericolosamente i mercati.
Il vertice, in sostanza una colazione di lavoro, vedrà seduti attorno al tavolo il presidente del Consiglio europeo Van Rompuy, dell’Eurogruppo Juncker, della Banca centrale europea Trichet e della Commissione, Barroso, nonché il responsabile per gli Affari economici Rehn.
Nel pomeriggio è in programma una riunione dell’Eurogruppo.
Il secondo piano di aiuti agli ellenici ha già suscitato perplessità e divisioni, dunque il vertice non assume tanto il significato di una riunione di crisi, come ha sottolineato il portavoce di Van Rompuy, quanto piuttosto quello di un incontro che ha lo scopo di coordinare le differenti posizioni in merito alle strategie da adottare, come peraltro già avvenuto in passato.
L’Eurogruppo, che riunisce i ministri delle Finanze dell’eurozona, deve tentare di portare avanti i complessi negoziati sul tema della partecipazione dei creditori privati greci – come banche, fondi di investimento, compagnie di assicurazione – al secondo piano di aiuti al Paese alla prese con la più grave crisi della sua storia recente, un piano che prevede prestiti per poco più di 100 miliardi di euro. La prima tranche di aiuti, decisa ed erogata nel maggio dell’anno passato, non è già più sufficiente per salvare la Grecia dalla bancarotta.
Le divergenze attengono soprattutto alla necessità o meno di far partecipare il settore privato, che possa evitare che il Paese sia dichiarato insolvente, ovvero in situazione di default di pagamento, pur se parziale.
La Bce è contraria poiché teme un contagio e potrebbe non essere in grado di accettare titoli obbligazionari greci così deprezzati a garanzia del prestito di denaro fresco in specie alle banche elleniche.
Olanda, Germania e Francia sembrano invece propendere per tale soluzione, in ragione del fatto che le agenzie di valutazione finanziaria paiono considerare qualunque forma di partecipazione delle banche. Ma di certo, queste incertezze e questi rinvii non fanno altro che innervosire i mercati e non aiutano a trovare una soluzione concreta per tirar vi la Grecia dall’orlo dell’abisso.














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