La situazione economica della Grecia sembra destinata a peggiorare sensibilmente. Dunque, i ministri dell'Eurogruppo riuniti quest'oggi a Lussemburgo dovranno discutere le misure da adottare per evitare il sempre più vicino default che incombe sul destino del Paese ellenico.
Atene non sembra in grado di rispettare i parametri imposti dagli accordi per l'erogazione dei megaprestiti da miliardi di euro decisi dall'Unione per scongiurarne il fallimento. Appare chiaro che la Grecia non raggiungerà i target di budget previsti e la crisi del debito sovrano non sembra aver imboccato la strada verso la risoluzione. Ma nessuna decisione in merito alla seconda tranche di aiuti, pari a 8 miliardi di euro, è prevista per oggi. I ministri dell'area della moneta unica attendono ce si concludano i negoziati fra il governo greco e la troika composta dai rappresentanti di Unione Europea, Fondo monetario e Banca centrale europea, in corso da giovedì scorso. Quando il 13 ottobre prossimo si terrà un vertice straordinario dell'Eurogruppo, si avrà una risposta circa lo sblocco della tranche di prestiti destinati ad Atene.
Frattanto non si placa l'ondata di scioperi e proteste causate dalle misure di austerità adottate dal gabinetto Papandreou per tentare la strada del difficile risanamento. E mentre appare certo che la Grecia non riuscirà a rispettare il taglio del deficit previsto per il 2011-2012 e dunque che le soluzioni adottate potrebbero rivelarsi non bastevoli per evitare il default – e vi è chi propone di ridiscutere il piano approvato nel luglio scorso (109 miliardi, con contributi privati) affinché questi ultimi si accollino la fetta più grande degli aiuti – il previsto taglio di 30mila dipendenti statali ha innescato una valanga di reazioni negative, sfociate in uno sciopero generale dei trasporti che sta mettendo a dura prova la vita dei greci. Le riduzioni del personale e degli stipendi, nonché la misura di una sospensione temporanea dal lavoro, che poi si tramuterà inevitabilmente nel licenziamento dei lavoratori interessati, sono al centro delle critiche al governo mosse dal principale partito di opposizione, Nea Dimocratia. Naturalmente le reazioni polemiche provengono anche dal principale sindacato del settore pubblico, l'Adedy, che sottolinea la già insufficiente situazione dei servizi pubblici dovuta alla carenza di personale, per cui ulteriori licenziamenti porterebbero al collasso del settore.
Intanto è previsto un incontro fra i rappresentanti di Ue-Bce-Fmi e il leader di Nea Dimocratia, Antonis Samaras, che desidera illustrare alla troika le soluzioni alternative a quelle varate dal governo, elaborate dal suo partito.
Ad ogni modo, il 2012 si profila come un altro anno negativo per il Pil greco: la recessione porterà a un'ulteriore contrazione dell'economia ellenica, pari al 2,5%, segnando col segno meno il quarto anno consecutivo di arretramento. Il 2011, secondo la bozza di bilancio depositata al parlamento greco, chiuderà con un Pil in negativo del 5,5%. Il debito pubblico salirà l'anno venturo al 172,7% del Pil, mentre il tasso di disoccupazione salirà dal 15,2% di quest'anno al 16,4% nel 2012. E queste cifre fanno davvero impressione.