Secondo l’agenzia Moody’s la valutazione in merito al debito greco va ulteriormente tagliata. Ora passa da Caa1 a Ca, sull’orlo del default.
A causare il provvedimento negativo sarebbe la convinzione che Atene non riuscirà a rimborsare i creditori privati, secondo quanto stabilito dal secondo piano di salvataggio elaborato con l’Unione Europea nei giorni scorsi, e che aveva inizialmente ridato fiato e fiducia ai mercati.
Secondo Moody’s il programma di aiuti, che prevede lo scambio di vecchi bond con altri di nuova emissione, condurrà a perdite significative per i creditori privati.
Per l’agenzia di valutazione il piano di salvataggio presenta dei vantaggi, ma resta limitato l’impatto sull’effettiva riduzione del debito. La Grecia, dichiara Mooody’s, seguiterà a doversi confrontare con le sfide per la solvibilità a medio termine: lo stock del debito greco eccederà ancora del 100% il Pil per molti anni.
Il piano di salvataggio per le disastrate finanze elleniche, stabilito giovedì scorso a Bruxelles dopo settimane di tentennamenti e attriti all’inteno della compagine dell’Eurogruppo, ha lo scopo di prevenire possibili contagi della crisi ad altri Paesi della moneta unica particolarmente fragili.
La partecipazione del settore privato al programma si profila in sostanza con il coinvolgimento principalmente di istituti bancari che hanno accettato di non essere rimborsati totalmente dei prestiti concessi ad Atene, contribuendo fino a 50 miliardi di euro al salvataggio della Grecia.
Lo scambio si effettuerà con titoli con scadenza al 2020 contro il riacquisto di obbligazioni a trent’anni, di nuova emissione.