Germania: sconfitta per la Merkel

05/09/2011 — Europa

redazione


Ennesima sconfitta elettorale per la compagine dei cristiano-democratici, il partito della cancelliera Merkel, in quello che si sta rivelando un autentico annus horribilis, in cui tutti e sei gli appuntamenti con le urne hanno visto un arretramento della Cdu.
Questa volta il Land del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, uno dei più poveri e depressi da un punto di vista sociale ed economico, ha fatto segnare un deciso passo indietro per il partito che governa il Paese. Perdendo oltre cinque punti percentuali ripsetto alla precedente tornata elettorale del 2006, la Cdu registra il suo peggior risultato di sempre in questa regione del Nordest. Anche gli alleati nel governo nazionale guidato dalla Merkel, i liberal-democratici dell'Fpd, hanno subito una sonora sconfitta, finendo addirittura sotto alla soglia di sbarramento del 5% (hanno raccolto solo un 2,8% dei consensi, perdendo quasi sette punti rispetto a cinque anni fa): non entreranno dunque nell'Assemblea regionale.
Tiene invece la destra radicale, in un Land in cui la crisi si è fatta sentire più che altrove, e in cui i dati sulla disoccupazione sono fra i peggiori del Paese. Sono infatti sempre più numerosi i giovani che vanno in cerca di prospettive lavorative più rosee nell'Ovest della Germania, che ha patito meno la recessione globale.
Altra compagine che può sorridere per i risultati ottenuti è la Linke, la sinbistra radicale, che nella ex Ddr continua a mietere consensi, anche se non più come negli anni scorsi. Il 18,3% è salutato come una buona performance di tenuta, con un piccolo guadagno di un punto e mezzo percentuale rispetto alle ultime elezioni regionali.
Il governatore uscente Sellering, social-democratico, potrebbe addirittura scegliere di allearsi con la Linke per il prossimo quinquennio alla guida del Land, abbandonando proprio la Cdu della Merkel, che così dovrebbe digerire una ancor più amara sconfitta. Ma per ora Sellering si è limitato a precisare che governerà con chiunque gli permetterà di attuare il suo programma.
Ma crescono dunque i malumori nel partito della cancelliera, in vista anche di un altro appuntamento elettorale che non pare possa segnare una ripresa, anzi probabilmente sarà un'altra tacca negativa sull'asticella dei consensi. Fra due settimane si vota infatti nel Land di Berlino e la sconfitta è data per quasi certa. Ma per ora non sembra profilarsi nessuna personalità di peso tale da poter far vacillare la leadership della Merkel all'interno del suo partito. Certo che non le giova la possibilità di ritrovarsi senza una maggioranza autonoma in parlamento, allorché a fine mese si voterà per l'approvazione della riforma del fondo salva Stati (Efsf), decisa dal vertice di luglio dei Paesi dell'Area euro.

Foto: LaPresse.it









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