Egitto: l'ultimo venerdì di preghiera prima del voto

25/11/2011 — News

redazione


Nell'ultimo venerdì che precede l'inizio del turno elettorale, previsto per lunedì prossimo 28 novembre, a piazza Tahrir, nel centro del Cairo, migliaia di persone si sono riunite per commemorare le vittime degli scontri fra manifestanti e forze dell'ordine, che in questi giorni hanno insanguinato la capitale egiziana, e per continuare a far sentire la propria voce ai militari che detengono il potere e sembrano non avere alcuna intenzione di cederlo ai civili.
Presente fra i dimostranti anche Mohamed El Baradei: l'ex direttore dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (e Premio Nobel per la Pace nel 2005) è candidato alla presidenza del Paese. Si è unito alle decine di migliaia di persone che affollano la piazza in quello che è stato denominato il venerdì dell'ultima possibilità, ovvero dell'ultima chance per convincere la giunta a nominare un governo di transizione a guida civile.
Ma i militari, per bocca di due generali, hanno affermato che lasciare ora il potere, come chiede la piazza, rappresenterebbe un tradimento del mandato popolare ricevuto al momento della caduta del rais Mubarak. Hanno anche aggiunto che l'opinione dei manifestanti radunati a Tahrir Square non rappresenterebbe quella di tutto il Paese, anche se poi hanno dovuto correggere parzialmente il tiro di questa affermazione, precisando che le richieste dei dimostranti vanno comunque rispettate.
I militari si sono ieri scusati, usando anche formule di condoglianze, per i morti della piazza, parola che non hanno comunque placato gli umori della folla radunata nel teatro degli scontri.
Nel frattempo il bilancio delle vittime è salito a 41: nei giorni scorsi, a partire da sabato, quotidiani e duri sono stati i confronti fra agenti di sicurezza e manifestanti, che hanno tentato di raggiungere, dalla piazza, il limitrofo ministero degli Interni, passando per la via Mohamed Mahmoud, ora presidiata da blocchi di polizia ed esercito, protetta da filo spinato e barriere di cemento. Alcuni medici, pesenti negli ospedali da campo montati nella piazza stessa, per assistere i numerosi feriti, prima di un eventuale trasferimento negli ospedali della città, si alternano in turni di presidio per evitare che qualche dimostrante tenti di superare gli ostacoli predisposti dagli agenti sull'arteria che conduce al ministero, rischiando di farsi male o comunque di essere colpito.
Il Consiglio militare ha peraltro confermato che le operazioni di voto inizieranno a svolgersi regolarmente a partire a lunedì prossimo, mentre non giungono conferme alle voci diffuse ieri riguardo all'intenzione della giunta al potere di affidare l'incarico di formare un governo transitorio a Kamal El Ganzuri, già primo ministro, il cui nome però non risulta affatto gradito ai manifestanti di Tahrir Square che, vista età (78 anni) e curriculum politico dell'uomo, lo hanno fischiato, giudicandolo inadatto a ricoprire questo ruolo, in un momento così delicato, in quanto troppo legato al vecchio regime.
Anche gli Stati Uniti, intanto, condividendo gli auspici della piazza cairota, hanno intanto lanciato un appello alle autorità egiziane, affinché favoriscano quanto prima il trasferimento del potere in mano ai civili.









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