Birmania: Aung San Suu Kyi si candida alle elezioni

18/01/2012 — Asia

redazione


La leader dell'opposizione birmana e Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi ha registrato oggi la propria candidatura alle elezioni parziali per l'assegnazione di 48 seggi parlamentari e regionali, che si terranno il prossimo primo aprile.
Questa consultazione viene considerata dagli osservatori occidentali un test fondamentale per valutare le ambizioni riformatrici e democratiche del nuovo corso intrapreso dallìattuale governo birmano.
La Suu Kyi, carismatica guida della Lega nazionale per la democrazia, fu arrestata dopo le elezioni del 1990, in cui il suo partito aveva riportato una schiacciante vittoria, conquistando 392 dei 485 seggi da assegnare. La giunta militare, già al potere da decenni, non accettò l'umiliante risultato e lo rese di fatto nullo.
Dopo vent'anni passati privata della libertà, grazie anche alle sempre più insistenti pressioni internazionali la Suu Kyi si è vista revocare gli arresti domiciliari nel novembre del 2010, a una settimana dal termine dello scrutinio (il primo in vent'anni) che ha visto prevalere la formazione politica creata appositamente e appoggiata dalla giunta militare.
Su questo risultato pesavano da tempo forti dubbi e timori di brogli, tanto che il partito della stessa Suu Kyi era stato sciolto d'imperio per aver annunciato mesi prima della tornata elettorale che ne avrebbe boicottato i risultati.
Ma la svolta si è delineata nel marzo dello scorso anno, quando la giunta, dopo cinquant'anni ininterrotti al potere, ha trasferito le proprie prerogative di governo a un esecutivo di civili, per la verità guidato da un ex generale e comunque pur sempre controllato dalle eminenze grigie militari.
Eppure, il nuovo governo di Thein Sein si è reso protagonista di una serie di iniziative riformatrici che fanno ben sperare in un futuro di sempre maggiori aperture democratiche, che portino alla fine dell'embargo e dell'isolamento che grava sul poverissimo Paese asiatico.
Fra queste aperture, significativa risulta proprio la possibilità offerta al partito della Suu Kyi di tornare nell'agone politico. La sua leader si presenterà dunque come candidata nel collegio di Kawhmu, a pochi chilometri da Rangoon.









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