La vicenda della statua del soldato russo ha messo in luce tutte le debolezze della giovane democrazia in Estonia. La fase più acuta della crisi è passata, ma non la retorica nazionalista che ha spaccato in due il Paese. Il permanere al governo di una forza politica guidata da un filo nazista è un problema. Ancor più preoccupante l’atteggiamento dell’opinione pubblica estone, che sembra indicare scenari di tipo jugoslavo